Le aste di Christie’s e Sotheby’s sono state un termometro per valutare lo stato di salute della nostra arte contemporanea. Si conferma elevato l’interesse dei collezionisti internazionali per gli artisti italiani


NOW: grande successo a Milano per Christie’s e Sotheby’s

Dopo un 2016 di forte crescita per il mercato dell’arte a livello internazionale, anche i primi mesi dell’anno hanno confermato un andamento positivo. Ne sono state un esempio le aste italiane di primavera che hanno visto protagoniste i due big del settore Christie’s e Sotheby’s. Il fatturato complessivo delle vendite meneghine è stato di circa 27,3 milioni di euro in totale, di cui circa 14,1 milioni di euro per Sotheby’s (rispetto agli 11,9 milioni di euro del 2016) e per Christie’s 13,3 milioni di euro (erano 15,1 milioni di euro nel 2016). Un ottimo risultato confermato soprattutto dal tasso di sold (venduto), rispettivamente 95,3% e 94,2% in termini di valore. I due eventi milanesi sono stati un termometro per valutare lo stato di salute della nostra arte contemporanea, prima dei due tra i più importanti appuntamenti dell’anno: la biennale di Venezia e le grandi aste di arte contemporanea di New York.

 

NEW: gli artisti più apprezzati

L’andamento delle aste milanesi ha fornito degli spunti interessanti anche per capire dove sta andando il mercato e quali sono gli artisti più apprezzati. Christie’s ha proposto un catalogo con 52 lotti e una sala gremita di persone dove i lotti sono stati aggiudicati con entusiasmo. Le aggiudicazioni sono state per la maggior parte nelle stime con un’altissima percentuale di venduto e con diversi record per alcuni artisti come Fausto Melotti, Leoncillo e Giosetta Fioroni, artista che conferma il crescente interesse verso la pop art italiana. L’asta si è accesa sul primo lotto con l’opera “Ordine e disordine” di Alighiero Boetti aggiudicato per 292 mila euro quadruplicando la stima alta di 70 mila euro. Tra le conferme, le prime tre opere in ordine prezzo sono il “concetto spaziale” rosso del 1966 di Lucio Fontana aggiudicato per oltre 1,6 milioni di euro e Castellani con la Superfice bianca battuta per oltre 1,16 milioni di euro. Aggiudicazione record per Francesco Lo Savio, con l’opera Spazio Luce che ha registrato 486.880 euro.
Un notevole cambio di atmosfera si è respirato anche in sala da Sotheby’s che, dopo il deludente esito dell’asta di novembre, ha stavolta registrato una particolare vivacità nelle offerte confermando anche qui le molte aggiudicazioni al telefono dall’estero confermando l’attenzione del collezionismo internazionale nei confronti della nostra arte. Confermato l’appetito dei collezionisti per l’arte concettuale italiana, con Lucio Fontana che ha segnato le prime due aggiudicazioni della serata consacrandosi artista “value” per eccellenza. Sorpresa dell’asta sono state le opere di Josef Albers con due lotti entrambi stimati per 200-300.000 euro e, entrambi, volati ben oltre le stime. Successo inaspettato anche per Giorgio Morandi con una natura morta del 1962 che ha fermato le offerte a 511.500 euro rispetto ai 180 mila euro iniziali.

 

NEXT: dagli acquirenti internazionali nuova linfa per il mercato italiano

I risultati delle aste milanesi confermano il grande appeal per gli artisti italiani del dopo guerra. Da Christie’s Italy fanno sapere che l’80% dei clienti interessati era straniero, confermando il riconoscimento internazionale per gli artisti italiani. E questa è una tendenza che racconta di un mercato ancora sottovalutato e dal forte potenziale. I cataloghi delle case d’asta nazionali possono essere infatti vere proprie miniere di artisti ed opere di altissima qualità, acquistabili a prezzi ancora al di sotto di quanto le stesse potrebbero essere vendute sulle piazze di Londra e New York.

Tuttavia occorre studio ed esperienza per investire in arte. Come per gli altri investimenti di passione, è sempre consigliabile unire all’obiettivo di rendimento economico e finanziario, un grande piacere estetico e un orizzonte temporale di lungo termine. La prova generale del mercato dell’arte nei primi mesi del 2017 è stata quindi per il momento superata e aspettando di verificare nei prossimi giorni gli ultimi esiti delle altre case d’asta italiane, che negli scorsi anni hanno avuto dei considerevoli incrementi, siamo in attesa delle vendite newyorkesi di arte moderna, impressionista e contemporanea che da sempre sono la punta di diamante del mercato.

Da rilevare infine che l’arrivo di acquirenti dai nuovi mercati sta ridisegnando in parte i contorni: le vendite all’asta vedono una certa flessione a favore delle vendite dirette in parte per esigenze di privacy ma anche per l’incremento dell’uso della rete. Un trend che riguarda non solo l’Europa ma anche gli Stati Uniti e l’Asia: secondo il “Tefaf Art Market Report 2017” degli oltre 20,5 miliardi di dollari di vendite ricavati nel Vecchio Continente, circa 14,2 miliardi derivano da gallerie e mercanti, e 5,22 miliardi dalle aste. Segue l’America con quasi 10 miliardi di dollari di transazioni, di cui 6,81 scambiati privatamente. Ma il trend resta lo stesso: il mercato cresce.

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