L’economia mondiale continua la fase di crescita sincronizzata, con un PIL in accelerazione, che potrebbe raggiungere il 3,9% a fine anno. L’inflazione in graduale risalita mette le Banche Centrali nelle condizioni di proseguire senza strappi il percorso di normalizzazione della politica monetaria.

 

Now – Crescita in accelerazione e sincronizzata

L’economia globale è vista in accelerazione, dal 3,7% del 2017 al 3,9% nel 2018. Se confermato, sarebbe il tasso di crescita più elevato dal 2011. Tutte le principali macroaree segnalano una fase espansiva, sia tra i Paesi sviluppati, che nel mondo emergente.
L’accelerazione dell’economia USA risale alla seconda metà del 2017. Le stime di aumento del PIL sono state riviste al rialzo e la riforma fiscale potrebbe generare un ulteriore impatto positivo nell’ordine di due o tre punti percentuali nel 2018 e nel 2019. In Europa la crescita pare destinata a rimanere sopra il proprio potenziale, a quota 2,2/2,3%, trainata
da domanda interna ed esportazioni. La Cina è attesa in marginale rallentamento, verso il 6,5%, con l’obiettivo di contenere i rischi di bolla creditizia e immobiliare, mentre il Giappone prosegue la ripresa ciclica sostenuta dall’export.

 

New – L’inflazione rialza la testa con gradualità

Negli USA il tasso di disoccupazione è ai minimi da 16 anni, a quota 4,1%. In Eurozona i senza lavoro continuano a diminuire e hanno raggiunto l’8,7%, a novembre. In Germania si segnala un minimo storico al 3,6%, mentre in Francia i disoccupati sono al 9,1%, in calo. Il buon andamento del mercato del lavoro e la crescita in accelerazione favoriscono un
graduale rialzo dell’inflazione. Negli Stati Uniti la dinamica dei prezzi è stata condizionata da alcuni fattori temporanei, come gli importanti ribassi subiti dai piani tariffari della telefonia cellulare nel 2017. Il fenomeno non sembra destinato a ripetersi nel 2018 e si ipotizza che l’indice core CPI possa sfiorare il 2,5% al fine anno. In Europa la ripresa dei prezzi dell’energia dovrebbe contribuire a risollevare il tasso d’inflazione del Vecchio Continente.

 

Next – Banche centrali verso un drenaggio di liquidità a fine anno

Le politiche monetarie diventano via via meno espansive, guidate dal restringimento del bilancio e da ulteriori rialzi dei tassi da parte della FED. La crescita più robusta dell’Eurozona e la graduale ripresa dell’inflazione potrebbero spingere la BCE a rimodulare in chiave meno espansiva le “forward guidance”, cioè l’orientamento generale di politica monetaria e forse a concludere il programma di acquisto nel mese di settembre. In Giappone il consolidamento della ripresa sarà probabilmente accompagnato da un rialzo dell’inflazione e questo potrebbe indurre la Bank of Japan ad un approccio più restrittivo. A livello aggregato, le maggiori banche centrali inizieranno a drenare liquidità a partire dal
quarto trimestre del 2018.

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