Roger Federer dopo la vittoria di Wimbledon si è ripreso lo scettro del tennis mondiale. Anche fuori dal campo il campione svizzero punta in alto, con la sua fondazione per sostenere l’educazione dei bambini meno fortunati  

 

NOW: all’asta 8 racchette limited edition di Re Roger, nuovi progetti in Africa

Il tennista Roger Federer è pronto a tornare a stupire dentro e fuori dal rettangolo di gioco. L’eco della vittoria a Wimbledon non si è ancora sopita che il fuoriclasse svizzero si prepara all’appuntamento di fine mese con l’US Open, ultimo Slam della stagione. Tra un torneo e l’altro il campione svizzero non ha però mancato di ribadire il suo costante impegno nel sociale mettendo all’asta 8 sue racchette prodotte dalla Wilson, per raccogliere fondi da destinare alla sua fondazione benefica. La base d’asta per aggiudicarsi una delle racchette è stata fissata a 19.000 dollari.

La Roger Federer Foundation sostiene progetti educativi in numerosi Paesi, dall’Africa alla Svizzera. Nelle aree più povere del Continente africano l’obiettivo è il miglioramento della qualità dell’apprendimento e dell’educazione di base, mentre in Svizzera la Fondazione promuove attività extrascolastiche per i giovani meno facoltosi. Tutte le attività riguardano bambini dai 3 ai 12 anni e sono realizzate in partnership con 16 organizzazioni locali. Fino a oggi hanno coinvolto oltre 650mila ragazzi, più di 7.600 insegnanti e oltre 1.500 scuole materne e primarie.

 

NEW: nuovi traguardi e l’esempio virtuoso di Agassi nella filantropia

Entro il 2018 la Fondazione dell’asso del tennis punta al traguardo di un milione di bambini sostenuti e aiutati a ricevere l’accesso all’istruzione. Con l’ultima apertura, avvenuta lo scorso mese, sono arrivate a 81 le scuole materne avviate in Malawi, uno dei Paesi più poveri al mondo, grazie ai finanziamenti dalla Fondazione Federer arrivati a quota 13,5 milioni di dollari. La Fondazione è stata istituita dal tennista svizzero quando aveva solo 22 anni e spera, con il suo intervento, di migliorare la vita di oltre 150.000 bambini malawiani entro il 2021.

Quello di Federer è uno dei tanti esempi di sportivi che si dedicano alla filantropia. Tra i più attivi c’è sicuramente un grande del recente passato, Andre Agassi. Con la sua Foundation for Education ha raccolto dal 1994 a oggi, oltre 180 milioni di dollari per programmi educativi per bambini emarginati. La sua fondazione aiuta ragazzi emarginati anche attraverso il tennis e ogni anno a Las Vegas il Grand Slam for Children riunisce le stelle internazionali, dalla musica allo spettacolo, per raccogliere fondi da destinare alle persone meno fortunate.

 

NEXT: la sponda di una consulenza professionale

L’esempio di Roger Federer nella filantropia non è isolato. Imprenditori, manager, sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo da tempo sono attivi in questo campo. A queste attività benefiche si dedica infatti il 56% dei miliardari capitanati dai coniugi Bill e Melinda Gates, che attraverso la loro Fondazione gestiscono centinaia di progetti ogni anno.

Il file rouge di tutte queste iniziative di successo da parte di importanti personaggi dello spettacolo e del business resta comunque il fatto che un’attività filantropica necessita di competenze tecniche specifiche per avere successo: le variabili da considerare nella scelta dei beneficiari, la forma tecnica del progetto (donazione diretta, trust, fondo filantropico gestito, fondazione, ecc.), nonché l’eventuale volontà di trasferire somme di denaro o beni in natura tramite lascito testamentario sono elementi da valutare attentamente in quanto possono essere determinanti per la riuscita dell’operazione.

Allestire al meglio la struttura del progetto filantropico, individuando con chiarezza lo scopo, i destinatari e la componente di patrimonio che verrà trasferita, diventa allora un passaggio fondamentale per assicurare sia la riuscita dell’iniziativa filantropica che la tutela del patrimonio stesso.

Senza dimenticare che entrano in gioco le motivazioni e lo spirito filantropico della persona, la sua disponibilità, la causa o i beneficiari che vuole sostenere.

Come nello sport ad alto livello anche nella filantropia la professionalità è quindi d’obbligo.

Vedi anche: philanthropy advisory di Cordusio

 

 

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