Il punto di vista di Manuela D’Onofrio, Condirettore Generale – Direzione Investments e Prodotti di Cordusio

Scenari positivi per l’economia globale secondo gli economisti del FMI, che hanno tenuto questo mese la consueta conferenza primaverile per presentare l’outlook della seconda parte del 2018 e del 2019: la crescita globale è prevista sul +3,9% anche nel 2019, quindi maggiore rispetto a quella del 2017 pari a 3,8%.

A livello di previsioni sulle singole aree questo si traduce in una crescita prevista degli USA pari a +2,9% nel 2018, con un effetto positivo dovuto agli sgravi fiscali stimato in un +0,5% e quindi anche con una stima al rialzo dato che ad ottobre la crescita era stimata al 2,4%. Inoltre alla produzione industriale e ai consumi alti corrisponde una bassa domanda dei sussidi di disoccupazione, altro segnale positivo.
Per l’Europa la crescita prevista dal FMI è invece pari al 2,4%, con un inflazione sotto il 2%, valore target individuato dalla BCE. Completano il quadro la Cina, con un +6,6%, e i mercati emergenti con un 5% circa.
Questo significa anche, secondo il FMI, che non c’è rischio recessivo per il resto dell’anno corrente e per quello successivo, anche se vengono evidenziati i potenziali rischi.
In primo luogo il protezionismo, perché se la minacce USA e le ritorsioni, in particolare della Cina, crescessero di intensità potrebbero provocare dei danni al commercio globale, che ha fornito un grosso supporto all crescita recente.
Altro fattore di rischio è quello rappresentato dall’indebitamento pubblico e privato che sono tornati elevati, anche a causa della leva degli ultimi anni e del rialzo dei tassi delle banche centrali. Quest’ultimo fattore potrebbe infatti impattare su consumi e investimenti, ma è ridimensionato dal FMI stesso perché le politiche rialziste continuano ad essere effettuate in modo graduale.

A commento della posizione del FMI Manuela D’Onofrio, Condirettore Generale – Direzione Investments e Prodotti di Cordusio, sottolinea anche il permanere di una elevata volatilità, soprattutto dell’azionario ma con possibili impatti anche sull’obbligazionario.
In ogni caso si conferma un’aspettativa positiva per l’economia globale e anche per le trimestrali USA che verranno pubblicate nel corso delle prossime settimane.

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