Nelle ultime sedute i mercati azionari hanno registrato movimenti al ribasso fuori dal comune e i rendimenti dei titoli sicuri sono crollati a nuovi minimi storici. Si tratta degli effetti combinati delle notizie riguardanti prima il Corona Virus e poi la caduta del prezzo del petrolio. Quest’ultimo aveva già registrato significative perdite nelle scorse settimane, dato che le misure di contenimento del virus implicavano una riduzione della domanda e del prezzo delle materie prime energetiche. In aggiunta, l’ultimo scossone al petrolio (con un crollo del 30% intraday) è arrivato dal mancato accordo sui tagli alla produzione tra OPEC e Russia, pensati proprio per stabilizzare i mercati. Le successive reazioni sembrano l’inizio di una guerra dei prezzi tra i principali paesi produttori con un aumento dell’offerta proprio mentre la domanda si contrae.

La reazione delle azioni USA al calo del petrolio è causata dall’importanza dei produttori di “shale oil” per i mercati finanziari e per l’economia USA. I produttori americani di “shale oil” sono tipicamente molto indebitati e a questi livelli di prezzo di petrolio hanno margini negativi. Questo potrebbe portare a un certo numero di fallimenti. Gli spread sul credito sono aumentati, soprattutto per i titoli “High Yield”. Questo potrebbe diventare un problema più ampio per gli USA, a causa del notevole aumento dell’indebitamento delle aziende americane negli ultimi anni, costruito in gran parte tramite “buybacks” azionari. Il credito delle aziende europee ha visto un ampliamento degli spread nelle ultime giornate, ma ha fondamentali più solidi dato il minore livello di indebitamento. Oggi vediamo i primi segni di stabilizzazione sui mercati e le azioni europee stanno recuperando dai minimi di ieri. Il contesto rimane fragile e la volatilità ci accompagnerà per giorni e settimane.

Il supporto fornito dalle Banche Centrali (la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 50 punti base la scorsa settimana) è un fattore importante e altre Banche Centrali si uniranno, BCE inclusa. Certo il taglio dei tassi ha avuto impatti anche sui mercati valutari e il dollaro USA si è deprezzato velocemente. Potrebbe farne le spese l’economia europea che è molto dipendente dalle esportazioni, dato che un Euro più forte rende meno appetibili le merci europee.
Inoltre gli attivi in USD, come le azioni e i titoli di stato USA hanno perso ulteriormente valore per un investitore in Euro. Anche la performance dell’oro è stata parzialmente erosa. Anche le misure di stimolo fiscale aiuteranno le economie ad affrontare le conseguenze delle misure prese per ridurre la diffusione del virus. Di certo vedremo un impatto negativo importante sui dati di attività economica e sugli utili aziendali della prima metà del 2020.

Tuttavia, agli attuali livelli, azioni e obbligazioni prezzano già uno scenario molto negativo. Se questa correzione costituisca o meno una opportunità d’acquisto dipende molto dall’orizzonte temporale dell’investimento. Con un orizzonte temporale di lungo termine, le azioni offrono un ritorno potenziale superiore a quello delle altre classi di attivo. E questo ritorno potenziale contrasta con i tassi ancor più negativi dei bond sicuri. Certo, la volatilità dei mercati azionari rimarrà alta nel breve e non possiamo escludere altri movimenti negativi. Tuttavia, pensiamo che l’economia europea sia abbastanza solida da resistere anche nel contesto attuale. Non dimentichiamo che un prezzo del petrolio così basso – causato in gran parte dall’eccesso di offerta – non è un problema, ma anzi un fattore di supporto per l’economia europea. Prezzi più bassi delle materie prime energetiche sostengono i margini aziendali.

Gestione dei rischi, un processo di investimento disciplinato, un portafoglio diversificato a livello globale: questi sono i fattori chiave nel contesto attuale.

I vantaggi di un portafoglio ben bilanciato, che contiene anche una quota obbligazionaria, diventano evidenti in queste fasi. Per i nostri portafogli di investimento manteniamo un’allocazione che riteniamo difensiva. Rimaniamo neutrali come esposizione azionaria e lavoriamo sulla qualità dei sottostanti, in termini di aree geografiche, settori e valute. La parte più sicura del portafoglio potrà essere usata per beneficiare dei buoni prezzi di ingresso sulle azioni, una volta che i mercati si siano stabilizzati.

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