Amplificato dallo scoppio della pandemia nel 2020, il tema del cambiamento climatico è diventato strutturale per l’intero pianeta e centrale per il mondo degli investimenti. Una prova inequivocabile è arrivata dalla Cina che ha annunciato il suo obiettivo di decarbonizzazione: Pechino punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2060.

L’aumento della consapevolezza dell’importanza di investire nella prevenzione dei cambiamenti climatici è un fenomeno ormai diffuso in tutto il mondo. In una recente pubblicazione (“Climate Change and Sovereign Risk, Oct 2020”– Cambiamento climatico e rischio sovrano, ott. 2020) la Banca Asiatica per lo Sviluppo evidenzia i rischi a livello macroeconomico di politica fiscale, commerciale e monetaria del cambiamento climatico. In tutto il mondo, l’attività economica sta compromettendo l’ambiente naturale e i danni sono esponenziali.

Gli impatti economici e sociali sono ormai sotto gli occhi di tutti. Ci sono i fattori di rischio come eventi meteorologici estremi e i cambiamenti graduali del clima che impattano su economia in termini di distruzione delle attività e dei capitali, necessità di ricostruzione, aumento di prezzi delle materie prime e fenomeni migratori. A sua volta un deterioramento dell’economia più esteso causato anche da una riduzione della domanda, della produttività e della produzione, incide sulle condizioni finanziarie. E successivamente il contagio finanziario che troverebbe le sue espressioni più evidenti in perdite di mercato e stretta del credito si riverserebbe di nuovo sull’economia.

Di fronte a questi rischi, il cambiamento climatico è diventato una questione sempre più importante per i responsabili politici a livello globale, con impatti considerevoli sulle economie, in particolare nelle regioni più vulnerabili ai rischi climatici. I governi devono rendere le loro economie e finanze pubbliche “a prova di clima” o potrebbero trovarsi a dover far fronte a una spirale sempre più negativa di vulnerabilità climatica con ripercussioni sul debito non sostenibili. Il cambiamento climatico può avere un impatto rilevante sul rischio sovrano attraverso gli effetti diretti e indiretti sulle finanze pubbliche. Aumenta il costo del capitale dei Paesi vulnerabili sul fronte climatico e minaccia la sostenibilità del debito.

Il peggioramento delle condizioni climatiche ha raggiunto un impatto così rilevante sulle attività economiche e sul sistema finanziario mondiale da aver finalmente generato azioni importanti da parte dei principali Paesi mondiali. Un obiettivo condiviso della lotta al cambiamento climatico è quello fissato con l’accordo di Parigi in occasione del meeting del dicembre 2015 che ha coinvolto quasi tutte le nazioni della Terra: bisogna agire affinché il riscaldamento medio globale rispetto al periodo preindustriale scenda di 2°C.

Per raggiungerlo è stato previsto un investimento obiettivo dei Paesi sviluppati di almeno 100 miliardi di dollari, in un periodo che è stato esteso fino al 2025. Da parte sua l’Europa ha preso l’impegno di mettere in pratica tutti gli sforzi necessari affinché diventi nell’anno target 2050 il primo continente a impatto netto zero sul clima.

Tutte le attività economiche, e conseguentemente la sostenibilità finanziaria e fiscale di un Paese, dipendono in ultima analisi dalle risorse naturali e dagli eco-servizi. Il continuo impoverimento del capitale naturale non è chiaramente sostenibile ma, se gestito in modo appropriato, proprio il capitale naturale può produrre benefici per sempre, con impatto positivo anche sul mondo degli investimenti finanziari.

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Monthly Outlook  Febbraio 2021
“The Sound of Science”

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