Per le aziende italiane servono forme di finanziamento alternative a quelle bancarie come accade negli altri Paesi europei. È quanto emerso dal Forum Confcommercio-Ambrosetti.

 

NOW: l’Italia, le imprese, il credito

Le imprese in Italia dipendono ancora molto dai finanziamenti bancari e questo ne frena la crescita: il dato emerge dal rapporto “Il ritorno dell’incertezza e il ruolo del credito bancario”, presentato nei giorni scorsi al Forum Confcommercio-Ambrosetti di Cernobbio.

Fonti di finanziamento bancarie per le imprese in relazione al PIL:

  • Italia: 73%
  • Germania: 53%
  • Francia: 7,7%

Il report di Confcommercio ha evidenziato anche che nel corso degli ultimi 5 anni la concessione del credito alle imprese italiane è diminuita: si è passati dagli 893 miliardi di cinque anni fa ai  776 miliardi attuali.

 

Erogazione del credito negli ultimi cinque anni:

  • Italia -7%
  • Francia +8,5%
  • Germania +6,4%

 

NEW: non solo credito

Il credito bancario non è l’unica forma di finanziamento per le imprese. Le aziende possono ricorrere anche all’emissione di obbligazioni o di capitale azionario ma su questo fronte si sconta la presenza di pochi operatori specializzati nel capitale di rischio alle imprese rispetto ad altri Paesi: ne abbiamo già trattato precedentemente, in particolare approfondendo il tema dei mini-bond.

 

NEXT: superare e gestire i limiti di sistema

La stretta nell’erogazione del credito è dovuta anche a fattori di sistema propri del contesto italiano:

  • Il tempo necessario alle banche per recuperare il prestito erogato nel caso dei non performing loans, che comportano svalutazioni nello stato patrimoniale degli istituti di credito. Mediamente in Italia infatti ci vogliono 7 anni per recuperare un credito mentre in Europa la media è fra 18-24 mesi.
  • La concessione del credito risente inoltre dei requisiti patrimoniali più stringenti previsti per i gruppi bancari dalla normativa di Basilea 3.

Concludendo, poiché è la stessa Confcommercio ad affermare che ci si trova dinanzi a un problema di insufficienti risorse per lo sviluppo futuro, possiamo dedurne che è sempre più auspicabile un maggior sviluppo, per il contesto nazionale, di strumenti alternativi al credito, per avvicinarci alle medie europee prima citate.

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