La Banca Centrale Europea ha di recente introdotto modifiche alla propria strategia di politica monetaria. L’aggiornamento strategico della BCE riguarda essenzialmente la revisione dell’obiettivo di inflazione e l’introduzione dell’elemento del cambiamento climatico nei processi decisionali.

Il nuovo orientamento è stato presentato al termine della riunione della Banca Centrale del 22 luglio, durante la quale i tassi chiave di rifinanziamento e di deposito sono stati lasciati invariati, rispettivamente allo 0,00% e al -0,50%, in linea con il consenso. Le novità hanno invece riguardato tre punti della propria strategia di politica monetaria. La prima è stata la dichiarazione che l’obiettivo dell’inflazione è «simmetrico al 2% nel medio termine» invece che il precedente «vicino ma inferiore al 2», con tolleranza dei superamenti di breve termine rispetto all’obiettivo.

Una seconda novità, legata sempre al tema inflazione, è che la BCE includerà i costi relativi alle abitazioni di proprietà nel calcolo dell’indice d’inflazione.

L’ulteriore novità è di ampio impatto a livello strategico: la BCE incorporerà le considerazioni sul cambiamento climatico nel suo quadro di politica monetaria e nelle operazioni di politica monetaria.

Di particolare interesse nell’attuale contesto macroeconomico e monetario sono gli aggiornamenti strategici sul fronte inflazione, che la BCE misura tramite l’indice armonizzato dei prezzi al consumo nell’Eurozona comprensivo delle componenti più volatili come i prezzi di beni alimentari e dell’energia, il cosiddetto Hicp headline. La BCE prevede ora che «i tassi d’interesse chiave rimangano ai loro livelli attuali o più bassi finché non vedrà l’inflazione raggiungere il due per cento ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e durevolmente per il resto dell’orizzonte di proiezione, e giudica che il progresso realizzato nell’inflazione sottostante (core) sia sufficientemente avanzato da essere coerente con la stabilizzazione dell’inflazione al due per cento nel medio termine. Questo può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente sopra l’obiettivo». Attualmente l’inflazione dell’Eurozona è prevista rimanere sotto il target del 2% per almeno i prossimi 2-3 anni.

In queste condizioni quanto è reale un rischio inflazionistico dovuto a un rialzo dell’inflazione di lunga durata? Noi di Cordusio, mentre prevediamo uno sforamento del target di inflazione nel breve periodo a causa della riapertura delle economie (soprattutto dei servizi) e delle restrizioni dell’offerta, riteniamo che le dinamiche sottostanti a cominciare dai salari resteranno sotto controllo, determinando un percorso di inflazione a lungo termine inferiore all’obiettivo della BCE.

Secondo i dati preliminari dell’Eurostat, l’Ufficio statistico europeo, la variazione tendenziale dell’inflazione è stata in luglio pari a +2,2% annuo, in aumento rispetto al +1,9% del mese precedente. A livello di variazione mensile, invece, i prezzi al consumo dovrebbero aver registrato un decremento dello 0,1%, rispetto al +0,3% del mese precedente. Di contro, l’inflazione core, senza le voci energia, cibo e tabacchi, è stata stimata al +0,7% annuo, evidenziando su base mensile un calo dello 0,3%. L’inflazione armonizzata, indicatore dell’inflazione escluse le componenti cibo ed energia, è stata stimata a +0,9%, uguale al mese precedente.

Nella revisione del proprio orientamento strategico la BCE ha fatto un passo molto importante annunciando che integrerà gli aspetti di rischio derivanti dal cambiamento climatico nei processi decisionali di politica monetaria. Il cambiamento climatico ha infatti impatti sui principali indicatori economici: produzione, occupazione, produttività. Tutti questi indicatori sono strettamente collegati all’inflazione, e dato che gli interventi di Francoforte sono guidati dall’obiettivo della stabilità dei prezzi, anche i rischi ambientali devono essere presi in considerazione. Per la loro valutazione i dipartimenti di ricerca della BCE svilupperanno i propri modelli.

Scarica l’Outlook mensile di luglio/agosto 2021

TAGS:

mercati, scenari