La pandemia globale ha rivelato uno dei talloni d’Achille dei tempi moderni: un sistema sanitario debole con ampio divario tra le economie sviluppate e quelle in via di sviluppo. I sistemi sanitari devono operare in direzione di un futuro in cui l’attenzione collettiva si sposti dalla cura alla prevenzione e all’intervento precoce. Per poterlo fare è necessario mettere in moto grandi investimenti nei sistemi sanitari e a favore dello stile di vita sano stessi affinché si possa contrastare in maniera efficace i pesanti costi globali dovuti a fenomeni straordinari come la pandemia ma soprattutto, in senso più ampio, gli enormi costi dovuti ai problemi legati alla mancanza di uno stile di vita sano, che ora sta diventando una priorità per tutto il pianeta.

Il megatrend dello stile di vita sana è infatti molto legato alla nuova sensibilità in materia di aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), che guarda allo sviluppo economico in senso più sostenibile. Il tema non è circoscritto agli aspetti sanitari o all’emergenza vaccinale, ma rappresenta la risposta alla necessità di una visione più olistica dell’essere umano. C’è maggiore attenzione a ciò che può far vivere le persone meglio e più a lungo, e questo dipende moltissimo dall’assistenza sanitaria, dall’alimentazione, dall’equilibrio tra lavoro e vita privata e, in una certa misura, rappresenta un’opzione per uno sviluppo più omogeneo del mondo.

Quali sono le voci più impattanti a livello di costi riconducibili alla mancanza di uno stile di vita sano e sicuro? Pandemia a parte, secondo uno studio McKinsey Global Institute e BofA i maggiori costi riconducibili a problemi di salute sono legati al fumo e, ovviamente, alla violenza armata, a guerre e terrorismo.. A tallonarli si trova l’impatto economico dei problemi sanitari derivanti dall’obesità.. Da non sottovalutare il fatto che per tutti questi tre temi, il costo globale è visto in ulteriore crescita. Se non altro, stanno attenuandosi i costi legati all’analfabetismo, alla denutrizione e condizioni igienico-sanitarie precarie.

Se si misura l’impatto dei costi legato alla mancanza di uno stile di vista sano in rapporto al PIL globale emerge che quello legato al fumo è pari al 2,9%, seguito dal 2,8% per l’obesità e dal 2% per l’alcolismo. Volendo poi cercare di dare una valutazione complessiva dello sforzo che si sta facendo nel mondo per la spesa sanitaria, si pensi che la spesa sanitaria globale in percentuale del PIL tocca il 10,2%.

Con una spesa sanitaria globale prevista in crescita, si presenteranno probabilmente molte opportunità in questo settore. Alcuni dei fattori determinanti sono l’aumento e l’invecchiamento della popolazione, la crescente diffusione delle malattie croniche, gli investimenti in infrastrutture, i progressi tecnologici, l’evoluzione dei modelli di assistenza, l’aumento del costo del lavoro a fronte della carenza di personale e l’ampliamento dei sistemi sanitari nei mercati in via di sviluppo. I sistemi sanitari devono operare in direzione di un futuro in cui l’attenzione collettiva si sposti dalla cura alla prevenzione e all’intervento precoce.

Va comunque preso atto che a livello globale si sono già registrati progressi significativi verso l’assistenza sanitaria universale, anche se il Rapporto di Monitoraggio Globale UHC 2019 mostra che il mondo non è a un buon punto per conseguire l’obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG) di un’assistenza sanitaria per tutti entro il 2030. È evidente che le sfide restano enormi, così come il fabbisogno di investimenti in quest’area.

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