Come Cordusio stiamo riscontrando un forte interesse per la Società Semplice come strumento di pianificazione patrimoniale e successoria di patrimoni importanti, riferibili anche a gruppi imprenditoriali familiari.

Nel nostro ordinamento la Società Semplice è la prima e la più elementare forma di società di persone, disciplinata dal codice civile e da sempre considerata principalmente per lo svolgimento di attività agricole.

Di recente questo istituto, grazie alle sue caratteristiche, appare riscuotere sempre più interesse da parte dei titolari di grandi patrimoni e viene utilizzato soprattutto come veicolo per la detenzione e la gestione di patrimoni familiari composti da asset finanziari e/o immobiliari. E’ talmente attuale che viene adottato anche in funzione di holding o subholding, quale “cassaforte” di famiglia.

Se l’esperienza dello specifico utilizzo dello strumento della società semplice era inizialmente concentrata entro i tradizionali confini torinesi, o più in generale piemontesi, da qualche tempo si registra anche altrove una riscoperta di questo istituto. La ricerca di una nuova modalità di organizzazione del patrimonio alternativa alla detenzione diretta si spiega infatti nella diffusa sensibilità dei detentori di patrimoni importanti verso i temi di protezione e pianificazione.

Le motivazioni che portano verso la società semplice sono diverse e si riconducono sia agli ambiti organizzativo e civilistico sia a quello fiscale propri di questa forma sociale non commerciale. A questo proposito si possono ricordare la semplicità di costituzione e gestione, la possibilità di personalizzare la governance e le regole sociali. Trovano particolare importanza anche  gli elementi di riservatezza e protezione che sono attribuibili allo strumento, la particolare disciplina riconosciuta a questo tipo di  società che, non avendo natura commerciale, non è soggetta, tra l’altro, alle regole delle società di comodo, oltre a non aver gli obblighi di redigere il bilancio e tenere le scritture contabili.

Il rilancio della società semplice come strumento di pianificazione patrimoniale è legato  anche alla nuova disciplina sui dividendi erogati alla società che sono imponibili in capo ai soci, secondo la disciplina fiscale a essi riferibile in base alle relative caratteristiche soggettive (persone fisiche non esercenti attività di impresa, imprenditori individuali, società di persone e soggetti IRES), come se i soci avessero percepito direttamente il dividendo.

L’art. 32 quater del D.L. 124/2019, come integrato e modificato dall’art.28 del Decreto Liquidità n. 23/2020, ha infatti eliminato le incongruenze e i problemi applicativi derivati dalla Legge di Bilancio 2018 che avevano avuto impatto sfavorevole sullo specifico aspetto della tassazione dei dividendi percepiti dalle società semplici e quindi avevano fatto affievolire l’interesse verso questo duttile veicolo societario per la riorganizzazione del patrimonio.

Come Cordusio riteniamo che questo argomento sia più che mai d’interesse e abbiamo voluto approfondirlo organizzando  un Wealth talk con titolo “Le società semplici come strumento di gestione del patrimonio: esperienze a confronto”. Alla tavola rotonda abbiamo invitato il Notaio Remo Maria Morone di Torino,  Francesco Rubino, Amministratore Delegato di Cordusio Fiduciaria  e Paola Fasani come nostra specialista di Wealth Advisory che segue personalmente i Clienti di Cordusio su queste tematiche.  E’ stata anche l’occasione per confrontare lo strumento con gli altri utilizzati nel passaggio generazionale delle imprese di famiglia, quali il trust e la fondazione, la donazione e i patti di famiglia, arrivando anche a delineare possibili combinazioni fra gli stessi per poter realizzare più efficacemente gli obiettivi prefissati.

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