«Il mese di aprile si chiude lasciando sul tappeto alcune questioni interlocutorie per la congiuntura mondiale, che pure si mostra in una fase di stabilizzazione, come segnalano i leading indicator dell’OCSE. L’espansione delle maggiori economie mondiali supera le attese degli analisti ed è confermata dagli indici PMI con le manifatture di Cina, USA ed Europa che lanciano segnali di ripresa, soprattutto sul fronte degli ordini dopo la recente fase di debolezza. Anche per l’inflazione si segnala un lieve movimento al rialzo, pur nei limiti del livello di guardia del 2%. L’elemento di novità è che, nonostante le Banche Centrali abbiano ribadito nelle ultime riunioni dei rispettivi direttivi che intendono proseguire nel sentiero di una politica monetaria dovish e improntata al pragmatismo, il mercato inizia a scontare la possibilità che la dimensione degli interventi si riduca. Ad aprile il bilancio aggregato delle quattro principali Banche Centrali è rimasto sostanzialmente stabile: il tapering della FED è stato compensato dalle misure della BCE e della BOJ. Mentre si è mostrata più cauta la PBOC, dopo la forte immissione di liquidità dei primi mesi dell’anno.

Nelle settimane a venire, inoltre, una serie di incognite agiteranno ancora i listini: dalle elezioni europee, alla irrisolta questione della Brexit, fino all’evolversi delle trattative sulla trade war che rischia un momento di stallo. Tutti fattori di rischio che hanno implicazioni rilevanti sui portafogli e che ci inducono a prendere profitto tatticamente dei guadagni accumulati sui mercati emergenti, assumendo una posizione di neutralità anche su di essi, almeno nel breve termine. La sorpresa positiva sugli utili arrivata con le trimestrali non è sufficiente a modificare l’indicazione di neutralità su Azionario USA ed europeo. Sul fronte dell’obbligazionario, infine, solo l’high yield corporate registra un ritorno interessante in termini di carry-trade, in un’ottica di gestione tattica, mentre sia i corporate investment grade sia i titoli di Stato europei continuano a esprimere poco valore.»

Versione completa del Perspective – Maggio 2019

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