«Il primo trimestre del 2019 pare essere caratterizzato da una conferma: siamo alla fine di uno dei cicli più duraturi della storia. Cina, Europa e ora anche USA: le economie hanno smesso di crescere sopra il potenziale e sono in rallentamento.

Nel contempo il timore che l’inflazione superi il livello di guardia del 2% è sfumato da entrambi i lati dell’Atlantico. Una condizione che ha consolidato il passo indietro delle banche centrali rispetto al percorso dei tassi, che da pochi mesi era tornato su un sentiero rialzista. Da gennaio la Federal Reserve di Powell, che  precedentemente si era sbilanciata in senso opposto, ha annunciato un approccio “paziente” e “data driven”, sia sul fronte del rialzo dei tassi sia nella riduzione del proprio bilancio. La Banca Centrale Europea ha annunciato quasi in contemporanea che reinvestirà tutto il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del Quantitative Easing mentre si prepara a nuovi Long Term Refinancing Operations, ovvero a piani di rifinanziamento a lungo termine per le banche.

Nello scenario che ci attende, conserviamo una posizione neutrale su Azionario USA ed Europeo. L’unica Asset Class su cui riteniamo di poter confermare una posizione di sovrappeso sono i Mercati Emergenti, che godranno i benefici dell’atteso accordo commerciale tra USA e Cina mentre il Dollaro potrebbe segnare un progressivo indebolimento, soprattutto nella seconda parte dell’anno.»

Versione completa del Perspective – Marzo 2019

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