«Il mese di novembre si apre con il rischio politico in miglioramento, per la diminuzione delle tensioni commerciali e della possibilità di una Brexit senza accordo, almeno nel breve termine. Questi elementi contribuiscono a distendere i mercati, ma non bastano a invertire il trend dell’economia, che conferma il rallentamento, con il PIL atteso al +3% nel 2019 rispetto al +3,6% segnato nel 2018. La recessione non appare essere lo scenario centrale, ma va inglobato come elemento di novità – potenzialmente preoccupante per la congiuntura – un inizio di contagio del calo della manifattura ai servizi, che pesano per il 75% circa del PIL USA e che fin qui ne hanno sostenuto la crescita. L’ISM non manifatturiero è ancora in territorio positivo, ma è necessario prestare attenzione al suo rallentamento.
Proprio dalla Germania, che gode di un importante surplus di bilancio, potrebbe però partire la nuova stagione di politiche fiscali auspicata da Mario Draghi.
Riteniamo quindi che le politiche fiscali e monetarie espansive sosterranno ancora l’azionario europeo, che pertanto è da sovrappesare in portafoglio. Ci focalizziamo inoltre sui corporate bonds High Yield europei, più difensivi perché non presentano il rischio cambio e dove è minore l’incidenza del settore energia che risente della volatilità del prezzo del petrolio.»

Versione completa del Perspective – Novembre 2019

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