Prospettive macroeconomiche e scenari di mercato

 

Now – La crescita mondiale diventa più radicata

La crescita globale si rafforza, con un +3,9% stimata per il 2018 dopo il +3,6% del 2017 risultato il tasso di espansione più alto dal 2011, e diventa più sincronizzata, con tutte le principali macro-aree, sia dei Paesi sviluppati che emergenti, che segnalano espansione. Inoltre la crescita sta diventando radicata, come dimostra il fatto che non solo i consumi ma anche gli investimenti sono in ripresa. Negli Stati Uniti l’economia ha accelerato a partire dalla seconda metà del 2017 grazie proprio alla forza dei consumi e alla ripresa degli investimenti. Per il 2018 le stime di crescita del PIL sono state riviste al rialzo a +2,7%. La riduzione delle imposte è attesa aggiungere 2-3 decimali alla crescita nel 2018 e 2019. In Europa la crescita, trainata dalla domanda domestica e dall’export, rimarrà sopra il potenziale anche nel 2018, in area +2,2%-2,3%.  La Cina è attesa rallentare solo marginalmente nel 2018, a quota +6,5%, per contenere i rischi di bolle creditizie e immobiliari.

 

 

New – Inflazione attesa in graduale ma sistematico rialzo

Negli USA in presenza di un mercato del lavoro che si mantiene solido, l’inflazione core, sia a livello di indice di prezzi al consumo (CPI) che di spesa per i consumi (PCE), è prevista in graduale ma sistematico rialzo nei prossimi trimestri. I dati di inflazione di gennaio sono risultati  più forti delle attese, con il CPI core a +1,8% tendenziale a fronte del +1,7% atteso. Il rialzo è spiegato in particolare dall’incremento dei prezzi dell’energia e dell’abbigliamento. Tuttavia tale incremento è legato all’indebolimento del dollaro e non al rialzo dei salari, il fattore “sorvegliato speciale”  delle dinamiche inflazionistiche. In Europa l’inflazione è risultata in diminuzione a gennaio, a +1,3% rispetto il +1,4% di dicembre, come conseguenza di una minore inflazione del settore energia, mentre il CPI core è salito a + 1% da +0,9% in dicembre. L’inflazione dovuta al settore energia dovrebbe però risalire nei prossimi trimestri.

 

 

Next – Politiche monetarie gradualmente meno espansive

Le politiche monetarie diventeranno gradualmente meno espansive, guidate dal restringimento del bilancio e dal rialzo dei tassi della FED. All’impegno della Banca Centrale USA nel ridurre il suo bilancio, si associa anche un aumento dell’offerta di titoli governativi americani da emettere per finanziare il crescente deficit che hanno alimentato  un rialzo del rendimento del decennale USA che potrebbe superare il 3%. La maggiore crescita dell’Eurozona, e una graduale risalita dell’inflazione, potrebbe spingere la BCE a rimodulare la “forward guidance”, cioè l’orientamento generale di politica monetaria. In Giappone la maggiore crescita sarà probabilmente accompagnata da un rialzo dell’inflazione e ciò potrebbe indurre la Banca centrale a una politica monetaria meno espansiva. Le principali banche centrali mondiali inizieranno a drenare liquidità a partire dal quarto trimestre 2018.

 

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