Segnali positivi da Cina, Giappone, USA ed Europa per i mercati ad agosto. Per l’Europa La BCE potrebbe annunciare a settembre la riduzione degli acquisti di titoli di Stato (tapering)

 

Now – Dalla Cina segnali rassicuranti per la congiuntura internazionale

L’economia internazionale continua a dare segni di vigore. Indicazioni incoraggianti giungono dalla Cina dove nel secondo trimestre il PIL ha messo a segno un progresso del 6,9%, superiore alle attese. La sostenuta crescita della congiuntura cinese è fondamentale per l’economia mondiale: Pechino costituisce il 15% del PIL globale ma ne rappresenta il 40% della sua crescita e il 25% degli investimenti globali.

Anche negli USA l’economia si conferma in ottima salute. A giugno la produzione industriale ha registrato un progresso del 2% mentre il mercato del lavoro ha registrato 222.000 nuovi occupati. La crescita dei salari medi (+2,5% all’anno) rimane al momento sotto controllo, mentre l’inflazione è scesa per il quarto mese di fila.

Come confermato anche dagli ultimi indicatori macro, l’economia nel Vecchio Continente continua a rafforzarsi. A giugno l’indice Pmi manifatturiero è salito ancora, toccando i 57,4 punti dai 57 di maggio. L’inflazione rimane a livelli contenuti, tanto che a giugno ha segnato un arretramento all’1,3% dall’1,4% precedente.

In Asia oltre all’ottimo stato di salute della Cina, cresce anche il Giappone, che sta uscendo lentamente dallo scenario di deflazione grazie alla politica monetaria espansiva della banca centrale e agli stimoli fiscali decisi dal governo.

 

New – La storia di crescita del 2017 è costituita dall’Europa

Negli USA sta rientrando la divergenza tra dati economici previsionali e reali e questo lascia intravedere per il secondo trimestre un’accelerazione della congiuntura rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il PIL, nel secondo trimestre, potrebbe crescere tra il 2,3% e il 3%. Il buon andamento dell’economia e del mercato del lavoro rendono possibile un nuovo rialzo dei tassi di interesse negli USA e l’inizio della riduzione del bilancio della FED entro l’anno.

La storia di crescita del 2017 è comunque costituita dall’Europa. Per il Vecchio Continente i principali dati economici consentono di stimare per l’intero 2017 un progresso del PIL superiore al 2%, al di sopra del potenziale. La congiuntura sta beneficiando anche della ripresa dei prestiti del settore bancario (il 75% dei finanziamenti è erogato da istituti di credito). Le potenziali fonti di crisi sistemica in Italia (MPS, banche venete) sono state risolte e il costo dei finanziamenti per le piccole e medie imprese è in diminuzione. La BCE potrebbe annunciare a settembre la riduzione degli acquisti di titoli di Stato (tapering).

 

Next – Azionario Europa ancora in testa alle preferenze

In relazione allo scenario economico appena descritto, il giudizio positivo sul mercato azionario resta positivo. Le azioni mostrano valutazioni più interessanti, rispetto alle obbligazioni governative. Inoltre, le azioni beneficiano delle attese di crescita degli utili. In questo  scenario è perciò utile valutare un aumento ulteriore di esposizione, in particolare sull’equity Europa una volta che il cambio eurodollaro sia in via di stabilizzazione.

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario il giudizio resta invece negativo su questa asset class. In  questo caso ridurre ulteriormente l’esposizione sulle obbligazioni high yield, rimanere sottopesati sui titoli governativi dei Paesi Core e sulle obbligazioni corporate investment grade sembra il comportamento migliore.

Sulle materie prime sarebbe invece opportuno mantenere la posizione di neutralità, visto che mancano fattori in grado di innescare un nuovo trend rialzista.

Tra i fattori di rischio spicca quello politico negli USA visto che anche il secondo tentativo del Presidente Trump di far approvare dal Senato la riforma dell’Obamacare è andato a vuoto. Questa fase di incertezza potrebbe allungare i tempi per l’introduzione della riforma fiscale. Il rischio politico è invece in calo in Europa, dove l’interesse degli investitori è puntato ora sulle capacità del presidente francese Macron di realizzare le riforme annunciate.

 

Vedi anche: luglio 2017, a che punto sono i mercati?

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