Crescita in consolidamento a livello globale. Banche centrali decise a normalizzare la politica monetaria, con estrema gradualità. Rimangono favorevoli le condizioni finanziarie: suggeriscono una preferenza per i mercati azionari

 

Now – Il quadro macroeconomico rimane solido

La ripresa globale avanza a passo coordinato nelle principali aree del mondo come non accadeva da 10 anni. Si stima un consolidamento della crescita, in espansione del 3,7/3,8% nel 2018. Il lieve rallentamento del PIL nell’Eurozona, in assestamento al 2,1/2,0%, è compensato da un maggiore slancio della locomotiva americana, vista in accelerazione del 2,4%/2,5%: tengono i consumi americani, sostenuti dalla forza del mercato del lavoro, del real estate e da moderati effetti positivi legati alla riforma fiscale negli USA, che appare più vicina al via libera, dopo la recente approvazione al Senato. Nel frattempo, in Asia si assiste ad un marginale raffreddamento della ripresa, con il prodotto interno lordo cinese in decelerazione al 6,5%. Prosegue la ripresa ciclica in Giappone, dov’è prevista una crescita dell’1,2% per il nuovo anno.

 

New – Banche centrali in graduale ritirata

L’espansione del PIL si accompagna a una dinamica relativamente favorevole dei prezzi al consumo. Mentre le probabilità di uno scenario deflattivo diminuiscono, anche nel Paese del Sol Levante, l’inflazione globale è prevista in graduale risalita nel 2018: ondeggia, comunque, su livelli strutturalmente inferiori rispetto al passato, per effetto delle dinamiche tecnologiche e demografiche. Questo mette le banche centrali nelle condizioni di proseguire con estrema gradualità il processo di normalizzazione della politica monetaria. La FED continuerà a ridurre il proprio bilancio, secondo il piano avviato nel mese di ottobre e dovrebbe alzare i tassi due o tre volte nel corso del 2018. La BCE avvierà una riduzione dello stimolo monetario, dimezzando l’ammontare in acquisto, a partire da gennaio, nell’ambito del suo programma di Quantitative Easing. Nonostante l’attitudine dei maggiori banchieri centrali sia destinata a diventare via via meno espansiva, il bilancio aggregato delle 4 principali banche centrali è atteso in contrazione solo a partire dal quarto trimestre del prossimo anno. Le condizioni finanziarie restano quindi tendenzialmente favorevoli.

 

Next – Azioni favorite rispetto ai bond, volatilità da monitorare

I profitti in accelerazione negli Stati Uniti, in Europa e Giappone continuano a giustificare una preferenza per i mercati azionari, supportati da un tema di valutazioni relative più attraenti rispetto all’universo obbligazionario. Cautela sulla componente governativa, la più esposta a un rialzo dei rendimenti e sul segmento delle obbligazioni high yield, a causa di spread molto stretti, che non sembrano compensare adeguatamente i rischi. Rimangono forti incertezze sul piano geopolitico, a causa dei numerosi fronti aperti: dalla Corea del Nord alla Catalogna, da Brexit alle elezioni politiche italiane, senza dimenticare il Medio Oriente. Tale scenario, tuttavia, non dovrebbe intaccare il contesto di generale propensione al rischio e bassa volatilità, benché quest’ultima sia prevista in risalita da livelli estremamente bassi.

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