L’economia internazionale prosegue nel suo percorso di crescita, sostenuta da tutte le principali aree geografiche. In Europa, la diminuzione del rischio politico dopo l’elezione di Macron, contribuisce a consolidare il clima positivo per la congiuntura e gli investimenti. Quali asset class preferire in questo scenario?

 

Now – L’economia europea sorprende nel primo trimestre

Gli ultimi dati economici pubblicati confermano che la congiuntura internazionale rimane impostata su un binario di crescita condiviso da tutte le principali aree geografiche. Guardando con attenzione gli Stati Uniti si nota che, nonostante un primo trimestre dell’anno al di sotto delle attese (crescita PIL +0,7% annualizzata), la sua economia rimane ben impostata. Il rallentamento del primo trimestre è stato provocato da fattori stagionali legati ad un inverno mite che ha causato una riduzione dei consumi energetici. Al netto dei fattori stagionali la crescita USA nel primo trimestre si sarebbe attestata all’1,7%.

Osservando da vicino l’Eurozona si può notare il momento positivo per la sua congiuntura. Nel primo trimestre la crescita è stata dello 0,5% trimestrale, pari a un 2% annualizzato. L’inflazione ha frenato nel mese di marzo a 1,5% dopo il 2% di febbraio. Il rischio politico, dopo il superamento del rischio maggiore rappresentato dalle elezioni francesi, è diminuito.

Anche le economie emergenti si stanno rafforzando. La Cina ha sorpreso nel primo trimestre con una crescita al 6,9%, beneficiando della debolezza dello yuan e degli stimoli fiscali decisi dal governo. Con l’uscita dalla recessione di Paesi come il Brasile e la Russia, il divario di crescita a favore degli emergenti dovrebbe aumentare.

 

New – Lo scenario economico atteso per i prossimi mesi

In relazione allo scenario economico appena descritto, per Cordusio l’economia internazionale dovrebbe accelerare nel corso dell’anno (+3,3% – 3,6%), soprattutto negli Stati Uniti e nei Paesi emergenti, in particolare dell’area asiatica. La ripresa degli investimenti nel settore manifatturiero e politiche fiscali più espansive giocheranno un ruolo importante. Nonostante questi progressi, su base storica la crescita rimane sotto la media.

Negli USA la congiuntura dovrebbe rafforzarsi nel corso dell’anno grazie all’incremento dei consumi privati, alla ripresa degli investimenti e al venire meno dell’effetto restrittivo del ciclo delle scorte. La crescita attesa per gli USA nel 2017 si attesta tra il 2% e il 2,5% ma ulteriori impulsi potrebbero spingere il PIL oltre questi livelli se le politiche di Trump in tema di fisco e rilancio degli investimenti pubblici venissero pienamente attuate. Con l’occupazione e l’inflazione in prossimità dei target indicati dalla FED, gli investitori scontano un rialzo dei tassi USA a giugno. Il percorso di rialzo dei tassi di interesse continuerà a essere graduale.

In Europa lo scenario economico offre nuovi segnali positivi. Cordusio stima che la crescita per la zona euro nel 2017 si attesti tra l’1,6% e l’1,8%, sostenuta dalla robusta domanda domestica e dalla crescente fiducia delle imprese. La diminuzione del rischio politico sarà un ulteriore fattore positivo. Rimangono le elezioni in Germania, a settembre, in attesa delle quali la politica fiscale sarà resa più espansiva. A partire da giugno la BCE potrebbe modificare la sua previsione sui tassi di interesse e, a settembre, annunciare la riduzione degli acquisti di titoli di Stato e corporate (tapering) che prenderebbe poi il via a gennaio 2018.

Anche in Giappone l’economia potrebbe accelerare. L’attesa di crescita per il 2017 è ora a +1,2% grazie agli stimoli fiscali annunciati lo scorso anno dal governo e alla politica espansiva della BoJ.

Tra i Paesi emergenti, l’area asiatica beneficerà del positivo andamento del ciclo economico globale. In Cina gli stimoli fiscali contribuiranno a stabilizzare la crescita: la previsione, per l’intero anno, si attesta tra il 6% e il 7%. L’economia indiana continuerà a beneficiare delle riforme del governo Modi, rafforzatosi dopo le ultime elezioni locali.

 

Next – Come muoversi adesso sui mercati

Alla luce dello scenario delineato, Cordusio consiglia di sovrappesare le azioni di Europa, Giappone e Paesi emergenti, per le valutazioni più interessanti rispetto a quelle dei bond governativi e per le attese di maggiore crescita e miglioramento degli utili. A supporto dell’azionario di queste aree geografiche anche le politiche fiscali, rese più espansive e la riduzione del rischio politico (in Europa). Le politiche monetarie delle banche centrali rappresentano, per contro, un elemento di vulnerabilità.

All’interno del mercato obbligazionario sono ancora da sottopesare i titoli obbligazionari governativi dei Paesi Core a seguito del miglioramento delle prospettive economiche dei Paesi sviluppati e il conseguente aumento dell’inflazione. Il sottopeso si estende ai titoli corporate Investment grade in quanto, su base storica, l’asset class non è particolarmente attraente in termini di rischio/rendimento. Il sovrappeso viene mantenuto solo sulle obbligazioni EM, con preferenza per Paesi che attuano politiche monetarie espansive o impegnati in riforme strutturali (Brasile, Indonesia, Russia, India e Cina).

Sulle materie prime viene confermato il giudizio neutrale: mancano catalizzatori che inneschino un nuovo trend al rialzo. Nei prossimi mesi dell’anno è attesa una stabilizzazione dei prezzi.

I rischi principali sui mercati sono legati a:

  • i mercati temono l’elevato indebitamento del settore privato In Cina e la conseguente bolla sul mercato immobiliare. Per frenare l’espansione del credito la Banca centrale cinese ha intenzione di liberalizzare gradualmente i tassi di interesse e lasciarli risalire. Deve però fare attenzione a non provocare una brusca contrazione degli investimenti privati e, quindi, del ciclo economico;
  • riforma fiscale negli USA: Donald Trump ha presentato al Congresso il progetto di riforma fiscale. Al momento, tuttavia, la riforma è priva di dettagli sulle coperture e sulle tempistiche di approvazione. Secondo il segretario del Tesoro Mnuchin il testo della riforma non sarà pronto prima di agosto. I mercati rimangono in attesa di vedere la riforma nel suo complesso. Le principali critiche riguardano la sostenibilità della riforma dal punto di vista delle finanze pubbliche. La Casa Bianca deve affrettarsi a portare avanti le riforme perché nel 2018 ci saranno le elezioni di medio termine che potrebbero vedere vincenti i democratici.

Vedi anche: Aprile 2017, a che punto sono i mercati?

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