Si consolida la ripresa globale. Avanza il processo di normalizzazione della politica monetaria da parte della FED e della BCE. Sui mercati, le azioni sono favorite, in particolare Europa e mercati emergenti

 

Now – Ripresa globale sincronizzata e in consolidamento

La crescita è solida e sincronizzata nelle principali aree, come non accadeva da dieci anni. L’espansione del PIL globale si porta leggermente sopra il potenziale, nella forbice tra il 3,5% e il 3,6% per il 2017, in leggera accelerazione l’anno prossimo (un punto decimale). Secondo le stime, l’Europa dovrebbe chiudere l’anno in crescita del 2,2%, sorpassando di misura l’economia USA (2,1%). La ripresa americana si mantiene comunque robusta, grazie a una buona tenuta dei consumi e alle aspettative di successo della riforma fiscale. In Giappone prosegue la ripresa ciclica, sostenuta dalle esportazioni e da una politica monetaria e fiscale espansiva. L’azione del governo di Tokyo, in particolare, sembra destinata a trovare nuovo slancio dopo la netta vittoria del Premier Shinzo Abe alle elezioni anticipate. Intanto, archiviato il XIX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, Pechino si avvia a superare il target di crescita per il 2017, fissato al 6,5%, grazie alla ripresa dell’export e agli stimoli fiscali.

 

New – Prosegue la normalizzazione monetaria, a passo lento

La BCE di Mario Draghi ha annunciato una riduzione dello stimolo monetario. Il valore degli asset in acquisto sarà dimezzato a 30 miliardi di euro su base mensile a partire da gennaio, ma il piano di Quantitative Easing proseguirà almeno fino a settembre del 2018.
La FED ha avviato il programma di graduale riduzione del proprio bilancio, salito fino a 4.500 miliardi di dollari dopo tre round di QE, cinque volte i livelli del 2008. A livello globale, però, le maggiori banche centrali continueranno a immettere nuova liquidità nel sistema finanziario per il 2018. Solo l’anno successivo si assisterà a una contrazione del bilancio aggregato delle principali autorità monetarie. Intanto, a dicembre la Banca Centrale americana si prepara a comunicare un nuovo rialzo dei tassi d’interesse. Il mercato attribuisce a questa ipotesi una probabilità del 98,5%.

 

Next – Europa e mercati emergenti sono favoriti, reddito fisso senza valore

Nel complesso, lo scenario di mercato rimane critico per i bond governativi e favorevole ai mercati azionari, che possono beneficiare di un’accelerazione nella crescita globale degli utili. Le valutazioni dei listini globali non si discostano in modo significativo dalle medie storiche e giustificano una preferenza per i listini dell’Europa e dei mercati emergenti. I numerosi focolai d’incertezza – dalla Catalogna alla Corea del Nord a Brexit, fino alle elezioni italiane in avvicinamento – mantengono il rischio politico in tensione. Ma lo scenario non è tale da mettere in discussione la propensione al rischio e il contesto di bassa volatilità, sostenuti da condizioni di liquidità ancora sovrabbondante sui mercati finanziari.

 

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