La prima richiesta dei risparmiatori oggi è la preservazione del capitale. Sembra un obiettivo poco ambizioso, ma non lo è affatto.

 

Se fino a una decina di anni fa per soddisfare la richiesta di preservare il capitale e ottenere un rendimento reale positivo era sufficiente investire sui titoli di Stato (magari con rating massimo e a breve/medio termine), l’avvio delle politiche monetarie espansive successive alla crisi del 2008 e i programmi di acquisto di strumenti obbligazionari da parte delle Banche centrali hanno fortemente ridotto il rendimento dei titoli di Stato, e di conseguenza annullato la loro funzione di garanzia e rendimento per i risparmiatori.

Inflazione e rendimenti dei titoli di Stato a confronto

 

Come illustrato dal  grafico sopra, anche allungando significativamente il proprio orizzonte temporale, per esempio con un Bund tedesco a 10 anni, negli ultimi tempi un investimento in titoli di Stato non ha protetto i risparmi da rendimenti reali negativi esponendo peraltro l’investitore a un maggiore rischio associato alla variazione dei tassi.

Rendimenti delle obbligazioni governative europee per le diverse scadenze

Il risultato delle politiche monetarie espansive è che oggi oltre un terzo delle emissioni governative europee ha un rendimento negativo rendendo la preservazione del capitale un obiettivo sfidante anche se negli ultimi anni l’inflazione è rimasta stabilmente ai minimi storici.

 

La preservazione del capitale

Generalmente il concetto di preservazione del capitale viene associato all’ottenimento di un rendimento modesto cercando di evitare o limitare fortemente performance negative. Oggi è quindi necessario un esercizio di diversificazione e di tecnica di gestione del rischio da parte di gestori professionisti. In questo momento la ricerca di rendimento (anche modesto) richiede di esplorare e diversificare in segmenti di mercato non così comuni per un investitore europeo, e italiano in particolare.

Questa ricerca si spinge verso quattro distinte categorie di fattori. La prima si riferisce all’Emittente e implica che, oltre ai titoli di Stato e ai titoli sovranazionali, è necessario valutare emittenti societari appartenenti a diversi settori, come il finanziario, l’industriale, le utility, eccetera. La seconda categoria è la Geografia, ovvero esplorare non solo l’Europa e i Paesi sviluppanti, ma anche i mercati emergenti dove è ancora possibile ottenere rendimenti interessanti. La terza categoria è quella del Merito Creditizio comunemente associato al rating di agenzie specializzate (come Standard&Poors) e che il mercato suddivide tra investment grade (rating S&P superiore a BBB-) e high yield, dove a un rating inferiore corrispondono maggiori possibilità di rendimento, ma anche di rischio. L’ultima categoria è la Tipologia, che si riferisce alla scelta degli strumenti finanziari e che permette di affiancare alle obbligazioni tradizionali prodotti come, per esempio, le obbligazioni subordinate, le convertibili, i contingent convertible (co.co). Si tratta di soluzioni che, in alcuni casi, hanno caratteristiche vicine agli strumenti azionari e proprio per questo hanno profili di rischio/rendimento maggiori.

Rendimenti %  dei principali segmenti di mercato obbligazionionario

 

Il controllo del rischio

Navigare in uno scenario così complesso e in continua evoluzione come quello attuale richiede tre requisiti: la conoscenza approfondita dei mercati finanziari, la diversificazione su più strumenti poco correlati fra loro e la professionalità nella gestione della volatilità e dell’emotività spesso associata a tali contesti. Per raggiungere l’obiettivo della preservazione del capitale, il controllo del rischio diviene fondamentale al fine di miscelare i diversi fattori “critici” che questa eterogeneità di strumenti porta con sé. Si pensi al rischio valutario o all’effetto che il prezzo del petrolio e delle materie prime possono avere sulle emissioni dei mercati emergenti e high yield.

Gli specialisti di Cordusio hanno a disposizione tutti gli strumenti per una gestione efficacie ed efficiente del rischio di portafoglio. Proprio Cordusio ha adottato, per prima in Europa, Aladdin Risk for Wealth Management, una piattaforma sofisticata di analisi del rischio (nonché una delle più importanti soluzioni al mondo su cui vengono monitorati circa 17 trilioni di dollari di clienti istituzionali) sviluppata da BlackRock Solution. Con il supporto di Aladdin for Wealth, Cordusio oggi è in grado di gestire i propri modelli di investimento in modo ancora più granulare, attraverso una puntuale identificazione dei rischi e delle analisi di scenario simulando il comportamento dei portafogli in caso di eventi significativi di mercato. Inoltre i portafogli dei singoli clienti sono costantemente monitorati per assicurare che il loro posizionamento sia coerente con le singole esigenze di investimento e le indicazioni strategiche della Direzione Investimenti di Cordusio.

 

La soluzione per investire in questo contesto: Treasury+

Cordusio ha sviluppato una specifica soluzione di investimento chiamata Treasury+, una gestione di portafoglio che si pone l’obiettivo di ottenere una performance positiva con un basso livello di volatilità e di strumenti, detenuti con una certa stabilità e continuità.

La Treasury+ si adatta a quei clienti che hanno scelto un profilo di rischio cauto o che dispongono di liquidità temporanea (rispondendo quindi a un’esigenza di remunerazione minima della stessa) e include quindi un basso livello di rischio. A fronte di una duration contenuta (cioè poco superiore a due anni) e di un’esposizione diretta all’equity minima o nulla, l’allocazione permette di cogliere – attraverso la selezione di fondi ed Etf – la dispersione di rendimento tra singoli titoli, settori e tratti di curva all’interno dell’asset class obbligazionaria, nonché le opportunità di rendimento nell’ambito di strategie flessibili.

Il back test triennale (2013-2016), su cui è stata individuata l’allocazione inziale, ha avuto come riferimento il contenimento della volatilità (sia in termini di VaR che di maximum drawdown), una residuale esposizione al rischio cambio e un obiettivo di rendimento annuo indicativo pari ai 100 punti base. Investita in un numero limitato di strumenti, la Treasury+ garantisce una ridotta movimentazione, che si coniuga con esigenze di contenimento di costi.

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