Si consolida la ripresa globale, sostenuta da un miglioramento sincronizzato del quadro macroeconomico in USA, Eurozona e Asia.

 

USA

Gli Stati Uniti hanno archiviato il secondo trimestre con un PIL in crescita del 3,1%, superiore alle attese degli analisti e in netta accelerazione rispetto alla dinamica del primo quarto dell’anno (più 1,4%). Si tratta dell’aumento maggiore dai primi tre mesi del 2015. A settembre, però, l’economia americana ha perso 33mila posti di lavoro, registrando il primo calo dal settembre del 2010. Il dato è attribuito al passaggio degli uragani Harvey e Irma, che hanno colpito Texas e Florida tra agosto e settembre. Non si tratterebbe quindi di un rallentamento strutturale.

 

Europa

Sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico l’economia continua a godere di buona salute. Il PIL dell’Eurozona è stato rivisto al rialzo al 2,3% nel secondo trimestre, il livello più alto da inizio 2011.

Anche gli indici PMI, che esprimono la fiducia dei responsabili agli acquisti, segnalano un rafforzamento della ripresa. Il parametro relativo al settore manifatturiero ha toccato i 58,1 punti, ai massimi degli ultimi sei anni e mezzo, ben oltre la soglia dei 50 punti che separano l’espansione dalla contrazione. L’indice della produzione composita è salito a 56,7 punti, mettendo a segno il dato migliore degli ultimi quattro mesi.

 

Asia

In Asia, i radar degli investitori restano puntati su Pechino: il passo della locomotiva cinese rimane sostenuto, dopo lo scatto registrato nel secondo trimestre dal PIL, a più 6,9%. Alla vigilia del XIX Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese, in calendario a Pechino tra il 18 e il 25 ottobre, s’intravedono, però, alcuni segnali di rallentamento su produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti fissi. In settembre, per esempio, il settore dei servizi è cresciuto al tasso più lento degli ultimi 21 mesi, alimentando le preoccupazioni di alcuni analisti. Il raffreddamento della fase espansiva appare comunque moderato e non sembra destinato a mettere in discussione il quadro generale di crescita robusta.

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