La lunga marcia verso le elezioni politiche americane, in agenda il prossimo novembre, ha preso il via in questo febbraio con i “caucus” dello Stato dell’Iowa, primo passo per arrivare alla nomination del candidato democratico per la Casa Bianca. Con questo evento, il rischio politico si è nettamente spostato sugli Stati Uniti. Gli esiti dei primi voti legati alle primarie (oltre all’Iowa, l’altra consultazione elettorale importante è stata quella in New Hampshire) vedono, sul fronte democratico, un testa a testa tra Pete Buttigieg e Bernie Sanders, mentre i numeri sembrano indicare che l’ex vicepresidente di Barack Obama, Joe Biden, uno dei favoriti fino a poche settimane fa, sia rimasto indietro. Ma tutto è ancora da giocare. Anche perché c’è molta attesa per la discesa in campo, sempre sul fronte Dem, del peso massimo nonché ex sindaco di New York Michael Bloomberg. Il miliardario aveva deciso di non correre in Iowa, dove si eleggeva solo l’1% dei delegati da mandare alla convention nazionale dei democratici, ma di puntare forte sull’imminente voto in California, dove a marzo si nominerà il 10% dei delegati.

Il cammino verso le presidenziali USA dei Repubblicani appare meno contrastato. Per molti il candidato scontato allo scontro finale sarà l’attuale presidente Donald Trump, la cui strada è stata spianata dall’aver incassato l’assoluzione piena dal Senato, che infatti ha respinto sia l’accusa di abuso di potere sia quella di ostruzione al Congresso. Superata l’accusa di impeachment, Trump è subito tornato, insieme alla sua squadra della Casa Bianca, a occuparsi di temi economici. Il suo consigliere economico Larry Kudlow ha spiegato che il piano di tagli fiscali annunciato nei mesi scorsi ha ora contorni più definiti. “Ci piacerebbe fare un taglio del 10% sui redditi della classe media, e vorremmo rafforzare e rendere permanenti alcuni degli altri tagli fiscali”, ha detto Kudlow in un’intervista televisiva. Il nuovo piano di tagli di tasse “probabilmente verrà annunciato a settembre”, che è poi esattamente quando la campagna elettorale per le elezioni presidenziali sarà entrata nel vivo.

L’attenzione crescente alle vicende politiche interne non ha fatto abbassare la guardia alla Casa Bianca sulla questione dell’epidemia di coronavirus. Trump in un passaggio del suo discorso sullo stato dell’Unione al Congresso tenuto questo mese ha sottolineato che gli Stati Uniti sono coordinati con la Cina nel contrastare l’epidemia di coronavirus: “Proteggere la salute degli americani significa anche combattere contro le malattie contagiose. La mia amministrazione farà tutti i passi necessari per salvaguardare i nostri cittadini da questa minaccia”. Successivamente il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto, nel corso di una telefonata col presidente americano, agli Usa di “rispondere ragionevolmente” all’emergenza coronavirus. E Trump ha risposto, secondo la Casa Bianca, di essere certo che la Cina riuscirà a battere la malattia, dicendo di avere “fiducia nella forza e nella resilienza della Cina nel combattere l’epidemia del nuovo coronavirus”. Nonostante le attese per un rallentamento dell’economia cinese nel primo trimestre del 2020 in scia all’effetto negativo sull’attività economica della Cina causato dalle misure prese per contrastare la diffusione del coronavirus, l’economia USA si conferma vivace, come dimostrato dagli ultimi dati diffusi a febbraio.

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Perspective Febbraio 2020.

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