L’economia e i mercati internazionali stanno entrando in una nuova fase dell’emergenza Covid-19. A evidenziarlo sono alcuni dei più importanti dati macroeconomici comunicati nell’ultimo periodo. La ripresa risulta perdere slancio nei Mercati Sviluppati, in particolare nei servizi, più colpiti dalla seconda ondata di contagi, ma le banche centrali rimangono sempre espansive e pronte a nuovi interventi in caso di necessità.

I numeri mostrano che nell’attuale contesto è soprattutto l’Eurozona a mostrare qualche segno di rallentamento nel suo percorso di ripresa. Una delle statistiche che meglio riassume questa dinamica è l’ultima rilevazione del PMI composito. L’indice che riassume l’attività dei direttori agli acquisti delle imprese dell’Area Euro a ottobre segna un calo a 49,4 punti dai 50,4 a settembre. La flessione dell’indice complessivo è riconducibile alla nuova debolezza dell’indice PMI relativo al settore servizi, risultato a 46,2 a fronte di 48 registrato a settembre, mentre il PMI manifatturiero è addirittura risalito da 53,7 a 54,4, il livello più alto di oltre due anni. In effetti sono soprattutto i segmenti direttamente colpiti dai blocchi locali, come ad esempio il commercio al dettaglio domestico, viaggi e tempo libero, che devono affrontare situazioni analoghe a quelle già vissute ad aprile al contrario di settori come IT, sanità e industria che dovrebbero mantenersi più forti.

In particolare, arrivano segnali di incertezza dalla prima economia dell’Eurozona, la Germania: la fiducia dei consumatori espressa dall’indice GfK per novembre è scesa a -3,1 punti dopo essere rimasta pressoché invariata nella prima lettura per il mese precedente, dato poi rivisto per ottobre a -1,7. Un risultato, quest’ultimo, in ogni caso sempre migliore di quello prospettico per novembre. Tra i fattori che pesano sulla fiducia dei consumatori tedeschi figurano l’aumento dei contagi da Covid-19 e i crescenti timori sulla necessità di misure di contenimento diffuse.

A fronte di questa dinamica di rallentamento dell’intera Eurozona, ci aspettiamo che la BCE annunci un aumento del PEPP entro fine anno.

Al di là dell’Oceano Atlantico la situazione economica risulta per ora meno negativa , come sottolineato anche  dalla dinamica del mercato del lavoro. Negli Stati Uniti le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 787.000 da 842.000, sotto la previsione di consenso pari a un più pessimistico 870.000. Le richieste continuative sono scese a 8.373.000 da 9.397.000, nettamente sotto la previsione di consenso attestate a 9.625.000. In aggiunta, a settembre le vendite di case esistenti sono aumentate del 9,4% passando a 6.540.000, il massimo di 14 anni, sopra la previsione di consenso posizionata attorno a 6.300.000.

TAGS:

mercati, scenari