Negli ultimi giorni sono emersi segnali incoraggianti per il rilancio economico dell’Unione Europea. Da un lato il recente accordo sul Recovery Fund, dall’altro diversi dati macroeconomici confortanti hanno contribuito a rafforzare un quadro positivo per gli asset europei, in particolare l’Azionario Europeo e le obbligazioni Investment Grade Europa.

Di grande importanza è l’approvazione del Recovery Fund che, in quanto finanziato attraverso il bilancio comune dell’UE, costituisce un primo importante passo verso una maggiore integrazione fiscale europea. Rappresenta la più grande iniziativa europea comune dall’introduzione del Mercato Unico e, pur essendo un “accordo una tantum”, è altamente probabile che finirà per ispirare una ulteriore riflessione su strumenti fiscali comuni.

Lo strumento, detto Next Generation EU, ha un valore di 750 miliardi, di cui 390 miliardi di euro di trasferimenti e 360 miliardi di prestiti. In particolare, lo strumento Recovery and Resilience Facility (RFF) sarà il principale programma di Next Generation EU. Il 70% dei trasferimenti previsti dal RRF saranno impegnati nel 2021 e nel 2022. Il restante 30% sarà interamente impegnato entro la fine del 2023.

E proprio mentre il Recovery Fund sta facendo i primi passi per diventare operativo, l’economia europea ha già iniziato il terzo trimestre del 2020 su basi migliori, pur permanendo la necessità di un vaccino efficace contro il Covid-19 per la piena ripresa dell’economia. Una dimostrazione è arrivata dall’indice PMI composite, risalito a luglio sopra quota 50 a 54,8 punti che rappresenta il massimo degli ultimi 25 mesi. In parallelo, i PMI dei settori servizi e manifatturiero sono saliti rispettivamente a 55,1 e 51,1. Il netto miglioramento è riconducibile alla riapertura delle imprese, al ritorno al lavoro delle persone, al rafforzamento della domanda, alla riduzione del taglio dei posti di lavoro e al miglioramento delle aspettative. In Germania l’indice Ifo di luglio è salito a 90,5 da 86,5 punti, con un aumento ancora una volta sostenuto soprattutto dalla componente delle aspettative di business salita a 97 da 91,6, il livello più alto dal novembre 2018.

Questo contesto di rilancio economico resta ben supportato dalla BCE, con il suo programma temporaneo per l’acquisto di titoli del settore pubblico e privato (PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme) per 750 miliardi di euro, da realizzare almeno fino alla fine del 2020. In combinazione con l’esistente Asset Purchase Program (APP), la BCE acquisterà in media circa 1 miliardo di euro di titoli obbligazionari fino alla fine dell’anno, 116 miliardi di euro al mese. E non escludiamo un ulteriore incremento da parte dell’Eurotower di 250-500 miliardi di euro del PEPP entro la fine dell’anno.

Nel complesso, il ricorso a una politica fiscale più integrata ed espansiva tramite il Recovery Fund e una politica monetaria accomodante, in presenza di dati macroeconomici incoraggianti, ci portano a preferire gli asset europei nella nostra asset allocation strategica, con un sovrappeso sull’Azionario Europeo e un forte sovrappeso sulle obbligazioni Investment Grade Europa, che rimarranno sostenute dalla ricerca di rendimento e dagli acquisti della BCE.

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Monthly Outlook Luglio 2020

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