In un momento di continua incertezza, come Cordusio stiamo riscontrando che il mercato dell’arte sta reagendo bene agli attuali scenari. Infatti, se pur con una forte contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nella prima metà di quest’anno tale mercato ha registrato un giro d’affari che ha sfiorato i 3 miliardi di dollari ed un interesse sempre crescente da parte di collezionisti e investitori.

Per comprendere meglio questo trend positivo è bene considerare anche lo studio svolto dal World Inequality Database, ente specializzato nell’analizzare la concentrazione nella distribuzione del reddito e della ricchezza nel mondo. I dati registrano l’aumento di concentrazione di ricchezza per le persone con grandi patrimoni. Si allarga sempre più il divario tra “ricchi” e “poveri”.

Secondo il mondo anglosassone il mondo dell’arte può essere ricondotto alle “3D”: “Debt, Divorce e Death”. Per gli inglesi sono tre gli accadimenti della vita che lo influenzano: “debito, divorzio e morte”.

Quando un investitore preferisce affrontare investimenti importanti oppure si trova in un momento di difficoltà dal punto di vista finanziario, per raccogliere liquidità può scegliere di immettere sul mercato opere o collezioni stimolando così le contrattazioni e le attività commerciali nel settore.

Altra opportunità per il settore dell’arte è il momento del divorzio.  Non è sempre agevole effettuare la divisione del patrimonio artistico in modo equo e a volte i coniugi non esprimono interesse nel mantenere quanto collezionato. Individuano pertanto la vendita come la risoluzione più rapida. In questa fase un Art Advisor esperto può agevolare la buona riuscita dell’operazione e il mercato ne beneficia.

Il fattore trainante del mercato viene individuato comunque nella morte del collezionista soprattutto quando non ha fatto per tempo una pianificazione successoria. In assenza di testamento oppure di sua volontà esplicita di costituire una fondazione oppure di donare la sua collezione, spesso gli eredi si trovano in disaccordo o non hanno interesse a seguire la passione del collezionista, pertanto individuano la vendita come unica strada da seguire.

Queste riflessioni generali permettono di confermare che per i “grandi patrimoni” è il momento giusto per riflettere se stanno seguendo la corretta strategia di diversificazione degli investimenti, puntare all’economia reale e quindi allungare l’orizzonte temporale. Il ruolo dei nostri Banker sta diventando sempre più fondamentale, nel sostenere il Cliente, supportarlo e gestire eventuali scelte emotive.

Consideriamo il mercato dell’arte come un vero e proprio asset, una componente del portafoglio che contribuisce alla sua diversificazione. Può essere valutata come una parte della strategia di investimento soprattutto in questo momento in cui emergono segnali molto positivi soprattutto grazie all’aumentare delle aste on line.

Ed è in periodi di incertezza come quello attuale, caratterizzato da grande volatilità, che la relativa stabilità degli asset non finanziari consente di mettere in atto più solide strategie ai fini di una migliore asset allocation.

Il mercato dell’arte e degli oggetti da collezione, infatti, ricopre un ruolo sempre più importante nella messa a punto di un portafoglio diversificato. Da anni l’arte entra a pieno titolo tra le asset class e in quanto tale necessita di essere gestita in armonia con le altre voci che costituiscono il patrimonio del cliente.

A prescindere dal motivo per cui si vuole operare nel mercato dell’arte, suggeriamo di affidarsi sempre a consulenti esperti, professionisti che possono supportare al meglio l’investitore in un settore così delicato e complesso che si sta spostando maggiormente su aste on line.

 

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