Come Cordusio riconosciamo che i temi di Gender Equality rappresentano un elemento di crescita e di valore. Crediamo che l’attenzione sul tema della “diversità di genere” non sia solo importante per gli aspetti etici e di rispetto sociale all’interno di un’azienda, ma soprattutto per il buon andamento economico e finanziario.

Per “gender equality” si intende il rispetto di una corretta diversità di genere a tutti i livelli, dagli organi decisionali aziendali a tutti i dipendenti. E’ importante dare a tutti le stesse possibilità e le stesse opportunità nel rispetto della parità di retribuzione. E’ necessario valorizzare ciascun dipendente, poiché ognuno porta con sé la propria unicità, in termini di background, competenze, esperienze, età. La diversità in tutte le sue forme, a cominciare dalla sempre maggior presenza delle donne nel business e in ruoli chiave, rappresenta un arricchimento per le organizzazioni e un elemento distintivo di innovazione.

L’uguaglianza di genere ha impatti forti e positivi sul prodotto interno lordo (PIL) pro capite europeo. Secondo l’Istituto Europeo per la parità di genere (EIGE) il miglioramento dell’uguaglianza di genere porterebbe entro il 2050 a un aumento del PIL pro capite dell’UE dal 6,1 al 9,6%, che equivale a 1,95 – 3,15 trilioni di euro. Questo dimostra che le politiche di parità di genere hanno un forte impatto sul PIL, molto più di quelle sul mercato del lavoro e dell’istruzione: un altro studio dell’EIGE rileva infatti che i miglioramenti nel livello di istruzione negli Stati membri dell’UE porterebbero a un aumento del 2,2% del PIL dell’UE entro il 2050.

Il miglioramento dell’uguaglianza di genere potrebbe tradursi in 10,5 milioni di posti di lavoro aggiuntivi entro il 2050, a vantaggio sia delle donne che degli uomini. I nuovi posti di lavoro occupati dalle donne sono particolarmente importanti in quanto possono aiutare a ridurre la povertà, una delle priorità fondamentali della strategia UE 2020. Le donne sono colpite dalla povertà più spesso degli uomini a causa della minore occupazione e delle peggiori prospettive salariali. Abbiamo sempre riconosciuto come una forte cultura di Diversity&Inclusion porti  valore e questa sensibilità è già presente nelle nostre strategie, come dimostra l’integrazione delle tematiche ESG nei processi di selezione della nostra Direzione Investimenti.

In ambito finanziario l’attenzione a questi temi è sempre crescente. Il movimento di inclusione sembra essere molto avanti: secondo il report di quest’anno di Citywire’s Alpha Female Report 2020, che attinge ad un database di 16 mila gestori di fondi, nel 2016 il 3,5% del totale dei portfolio manager erano donne, percentuale salita all’11 % nel 2020, per un totale di circa 550 miliardi di dollari gestiti da donne rispetto ai 14 trilioni totali.

Approfondendo il tema troviamo interessante il risultato della terza edizione della Ricerca sulla diversità pubblicata da McKinsey, in cui si afferma che le aziende che si trovano nel primo quartile in termini di diversità di genere presentano una redditività superiore del 25% rispetto a quelle che si trovano nell’ultimo. E la redditività è ancora più marcata quando si prendono in considerazione anche le diversità etniche. Questo dato è un’ulteriore prova che le aziende più attente al tema della gender equality, e della diversity in generale, trovano evidenze positive anche nei risultati finanziari.

Esistono indici azionari ad hoc che raccolgono i titoli di aziende attente alle policy di “Gender Equality”: i mercati finanziari li osservano con attenzione per poter beneficiare delle opportunità di crescita che caratterizzano questi titoli. Tra quelli più significativi consideriamo ad esempio il Bloomberg Gender Equality Index, che ormai da 3 anni include 325 aziende di 42 paesi al mondo per una capitalizzazione complessiva di 12 mila miliardi di dollari, e il  Solactive Equileap Global Gender Equality 100 Leaders, l’indice che riflette le 100 società leader a livello mondiale che si sono distinte nella promozione della diversità di genere e nella sostenibilità.

Emerge quindi con chiarezza che tutte le società devono, se non lo stanno già facendo, sviluppare una corretta cultura di gender equality. Le aziende più attente organizzano attività di sensibilizzazione interne che puntano a promuovere una governance basata sui pilastri di Diversity&Inclusion, puntando a una diffusione della presenza femminile anche nelle attività dove le donne sono storicamente poco presenti, organizzando corsi di formazione e attivando politiche per garantire uguali opportunità di crescita e di carriera. In fase di assunzione, ad esempio, è necessario rispettare livelli di inclusione di candidati appartenenti ad entrambi i generi. Nel corso del rapporto di lavoro è fondamentale offrire le stesse opportunità di trattamento economico e garantire promozioni e avanzamenti di carriera tramite la realizzazione di processi strutturati in modo da eliminare il margine di discrezionalità e di pregiudizio. E’ necessario quindi ridurre la differenza storica di diverso inquadramento e retribuzione a parità di funzione svolta.

Le aziende più virtuose implementano sistemi di misurazione e monitoraggio. Gli obiettivi di rispetto della diversità di genere devono essere perseguiti e raggiunti, anche nei confronti del settore di riferimento. In molte realtà è nata  la figura del Diversity Manager, se non di un vero e proprio comitato sulla diversity, con il compito di favorire e monitorare l’attuazione a livello aziendale delle politiche di diversità e inclusione adottate.

Il Gruppo UniCredit ha dimostrato come i temi di Diversity & Inclusion siano sempre più radicati nella propria cultura ed ha posto azioni concrete sulle tematiche di Gender Diversity al punto di inserirle nel proprio codice di condotta e di istituire la Diversity & Inclusion Week, nel corso della quale si celebrano le differenze e si riflette sui vantaggi di un’organizzazione inclusiva. Già da tempo il mercato ha riconosciuto l’impegno del Gruppo UniCredit, che può vantare di essere una delle poche società italiane presenti nell’indice di Gender Equality di Bloomberg.

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