Come Cordusio registriamo che l’emergenza Covid 19 ha portato alcuni dei nostri Clienti a fare delle riflessioni sui suoi effetti economici e sociali e quindi, come per molti italiani,  vi è stata una  riscoperta del sentimento e della propensione all’aiuto reciproco e alla generosità, e quindi delle azioni concrete in campo filantropico.

Secondo il report “Reimagining European philanthropy” di McKinsey, diffuso a inizio giugno, sono stati identificati impegni complessivi dal mondo della filantropia in Europa per oltre 1,1 miliardi di euro fino a fine maggio 2020 contro l’emergenza da Coronavirus. In Italia, in particolare, a iniziative tradizionali filantropiche si sono affiancate nuove forme di donazione, piattaforme di crowdfunding e una sorta di “piazze virtuali dell’era digitale”, ovvero social network e piattaforme di vendita on-line trasformatesi in contenitori solidali. Allargando in questo modo il perimetro di azione, stando ai dati comunicati da “Italia non profit” le risorse raccolte nel solo periodo 18 marzo-15 aprile di quest’anno hanno raggiunto nel nostro Paese i 650 milioni di euro. Si tratta di risorse indirizzate prevalentemente verso i settori “core” dell’emergenza come le strutture ospedaliere e di ricerca universitarie, e come la Protezione Civile, mentre solo un quarto delle donazioni hanno visto come beneficiari gli Enti del Terzo Settore.

In una situazione in cui l’aiuto reciproco e la generosità sono partite da atti spontanei per poi concentrarsi su forme organizzate e di comunità, anche noi constatiamo che si sono sviluppate nuove forme di donazione a fianco delle classiche azioni di filantropia. Il tutto a sancire l’importante alleanza che in questi mesi si è creata spontaneamente in Italia tra mondo profit, privati cittadini, istituzioni e Terzo Settore.

Notiamo anche che qualcuno può trovare naturale considerare infrastrutture e forme di filantropia organizzate e continuative. Il pensiero va verso tutte le persone deboli che hanno vissuto in maniera ancora più amplificata questo periodo: disabili, anziani soli e non autosufficienti, bambini in povertà educativa, migranti, senza dimora, giusto per fare qualche esempio. Da un punto di vista sociale, le loro difficoltà sono aumentate a causa del blocco delle attività in ambiti di relazionalità e prossimità quali la cultura, l’ambiente, la socialità, la formazione, lo sport.

L’auspicio di tutti è quello dell’ulteriore sviluppo di piani straordinari per il Terzo Settore che possano non solo intensificare l’entità delle risorse disponibili, ma anche determinare un utilizzo più mirato, efficace ed efficiente degli strumenti ordinari della filantropia.

Come Cordusio il nostro obiettivo è quello di supportare sempre più i clienti interessati nel percorso di consapevolezza e definizione della propria strategia filantropica, rappresentando loro i possibili strumenti più idonei e rispondenti alle proprie esigenze e ai propri slanci di generosità.  Una grande opportunità si apre anche per la finanza sociale, quella che sostiene investimenti legati ad obiettivi sociali misurabili in grado, allo stesso tempo, di generare un ritorno economico per gli investitori: un ambito di attività che può mettere a disposizione risorse finanziarie per progetti in grado di soddisfare gli investitori, generando benefici sociali misurabili, raggiungendo, al contempo, una redditività del capitale.  Crediamo che sia questo il momento giusto per impostare azioni concrete in campo filantropico così da mettere le fondamenta per un mondo migliore . Noi di Cordusio siamo pronti a sostenere e accompagnare i nostri Clienti in questo cammino.

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