Nonostante un’economia in recessione a causa della pandemia, i mercati azionari USA risultano in questo periodo ben sostenuti da un’elevata incidenza dei settori tecnologici e farmaceutici, ma anche da incentivi monetari e fiscali senza precedenti. Qual è, dunque, il reale stato di salute delle Borse americane?

Per capirlo è necessario partire da un’analisi degli utili delle società statunitensi. Come è facile anche solo intuire, l’analisi dei dati e delle previsioni degli utili evidenzia un crollo degli stessi in presenza di una forte crisi economica da coronavirus. La diretta conseguenza di questo crollo degli utili a fronte dei recenti rialzi delle quotazioni azionarie USA è un’inevitabile esplosione delle valutazioni. Tutti i multipli più importanti dei mercati azionari lo dimostrano, a cominciare dal P/E stimato, il rapporto prezzi/utili stimati, che sia per le azioni statunitensi che per quelle globali mostrano valori molto elevati in termini storici. Lo stesso avviene per il P/E di Shiller, la versione più evoluta ed affidabile del P/E, che tiene conto anche del ciclo economico in atto (CAPE). Ebbene, secondo i dati storici, con uno Shiller PE pari a 30 circa, il rendimento medio a medio termine negli anni successivi è stato negativo.

Certo, questo tipo di analisi non è mai stato un buon indicatore di breve termine per il mercato azionario. D’altronde, oggi il mercato azionario può contare sugli interventi fiscali e monetari per evitare una caduta a breve, e considerati i bassi tassi d’interesse e gli enormi flussi in entrata nei mercati e nelle economie, le azioni potrebbero segnare nuovi massimi nel 2020.

Bisogna però essere prudenti. In questi giorni entra nel vivo la stagione delle trimestrali legate ai risultati delle aziende USA nel secondo trimestre del 2020, quello dove il Covid-19 ha avuto più impatto sulle economie mondiali. I dati che verranno via via diffusi potrebbero consentire ai mercati di intravedere come stanno realmente le cose a livello di valutazioni. E anche le aspettative per gli utili per il 2021 potrebbero riservare una delusione.

Non bisogna poi dimenticare alcuni altri fattori di incertezza per i mercati. Sono infatti tornati i rischi geopolitici, con una nuova intensificazione del conflitto tra Stati Uniti e Cina. Non si tratta più di pratiche commerciali “scorrette”, ma di supremazia commerciale. Con buona probabilità, la campagna elettorale statunitense sarà dominata dagli attacchi contro la Cina. Ed è proprio la corsa alla Casa Bianca, che sta surriscaldandosi in queste settimane, a rappresentare un altro fattore di incertezza. Da diversi mesi lo sfidante Joe Biden è in testa rispetto a Donald Trump nei sondaggi. Lo stesso vale per le proiezioni sui collegi elettorali, ancora più importanti. Di conseguenza, Trump deve combattere con forza, ma resta imprevedibile nelle sue mosse. Con il permanere dei dubbi sull’esito delle elezioni ancora per mesi, si rischia una polarizzazione tra gli americani e una spaccatura della società USA ancora più marcate.

Dunque, elementi di incertezza sulle azioni americane non mancano. Ma attenzione: essere ribassisti sulle azioni non è quello che la storia ci suggerisce in questo momento. Gli ingenti stimoli fiscali e monetari hanno consentito ai mercati azionari di andare sempre avanti. Inoltre, i tassi di interesse decisamente bassi fanno delle azioni le uniche alternative per conseguire profitti ragionevoli nello spazio degli asset liquidi.

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Monthly Outlook Luglio 2020

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