Per il rilancio delle economie a livello globale dopo la spallata recessiva dell’emergenza Covid-19 sono stati varati nel mondo ingenti pacchetti fiscali, con un’azione straordinaria complessiva che nel 2020 è attesa raggiungere 10.000 miliardi di dollari. Tra i principali obiettivi di questo enorme stimolo fiscale spicca la volontà di spingere gli investimenti in infrastrutture.

Gli ingenti investimenti di spesa pubblica nelle infrastrutture si spiegano con il fatto che lo sviluppo di questo settore produce reddito e aumento dell’occupazione nell’immediato, ma anche effetti di medio-lungo periodo: produttività e miglioramento della competitività. Il tutto si traduce in ricadute positive sulle persone. Inoltre, c’è l’esigenza ormai condivisa di apportare un miglioramento della sostenibilità ambientale delle infrastrutture stesse. Dunque, se da un lato c’è necessità di realizzare infrastrutture tradizionali, dall’altro servono investimenti sostenibili.

Su questo fronte è in prima fila l’Unione Europea. Bruxelles ha messo in campo uno strumento ad hoc per la ripresa chiamato Next Generation EU. Ha come obiettivo stimolare la crescita dell’economia reale concentrandosi soprattutto sullo sviluppo dei settori ambiente e digitalizzazione, due ambiti fondamentali nel grande mondo delle infrastrutture che si trova quindi ora alle porte di una nuova era. Insieme al Recovery plan, il programma Next Gen fornisce le risorse necessarie per perseguire questi obiettivi sviluppando la sua azione a supporto degli Stati membri dell’Unione Europea lungo tre direttive.

La prima è mettere a disposizione subito risorse finanziarie e riforme. Il nuovo strumento Recovery e Resilience Facility da 560 miliardi di euro punta ad offrire supporto finanziario per investimenti e riforme incentrate esplicitamente proprio sulla transizione Green e Digitale. Altre risorse arrivano con il rafforzamento fino a 40 miliardi di euro del Just Transition Fund, un fondo predisposto per assistere gli Stati membri nell’accelerazione della transizione verso la cosiddetta climate neutrality, cioè arrivare a rendere le proprie attività non impattanti verso il clima. Inoltre, è previsto un rafforzamento dal valore di 15 miliardi di euro destinato allo European Agricultural Fund per lo sviluppo rurale al fine di effettuare i cambiamenti strutturali in linea con l’European Green Deal, il piano con il quale l’Europa punta a dare una dinamica più sostenibile alla propria economia.

La seconda area di azione dell’Unione Europea per il rilancio economico sono gli incentivi agli investimenti privati. Principale punto di forza di questo intervento è il nuovo Solvency Support Instrument che punta ad attivare risorse private per supportare urgentemente società europee meritevoli nei settori e paesi più colpiti. Ha un budget di 31 miliardi di euro finalizzato a sbloccare 300 miliardi di sostegni per la liquidità a favore delle società di tutti i settori e prepararle alle sfide future. Di particolare importanza per incentivare gli investimenti privati è anche la nuova Strategic Investment Facility pensata per generare investimenti fino a 150 miliardi di euro volti ad aumentare la resilienza dei settori strategici, di cui fanno parte in maniera esplicita quelli legati alla transizione digitale e green grazie al contributo di 15 miliardi euro del Next Generation EU.

Il terzo obiettivo che punta a raggiungere il Next Generation EU è dare un indirizzo strutturale alle lezioni imparate dalla crisi da emergenza pandemia e favorire la capacità di rispondere alle nuove priorità strategiche. In particolare, sono previste risorse per rafforzare la sicurezza sanitaria e prepararsi per future emergenze, per il rafforzamento del rescEU, il meccanismo di protezione civile EU, per rispondere anch’esso a future crisi, per finanziare la ricerca nella sanità, per supportare i global partner europei per azioni esterne, inclusi gli aiuti umanitari.

Oltre a beneficiare degli enormi stimoli della Unione Europea, le infrastrutture sono attese protagoniste anche dei piani di sviluppo economico degli Stati Uniti una volta archiviato a novembre il delicato momento delle elezioni del nuovo presidente USA, soprattutto nel caso di una vittoria di Joe Biden che renderebbe probabile l’approvazione di un epocale piano di investimento nelle obsolete infrastrutture e nel campo dell’energia pulita della portata di 2mila miliardi di dollari.

Infine, non va trascurato il fatto che a fianco di questo grande sforzo da parte della spesa pubblica UE e USA, anche gli investitori istituzionali stanno concentrando la loro attenzione su questo settore rafforzando le attese per ampi spazi di sviluppo degli investimenti in infrastrutture.

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