Prospettive macroeconomiche e scenari di mercato per questo mese

 

Now – Il debito globale continua a gonfiarsi

Il livello del debito globale del pianeta è in aumento e lo è sia in valore assoluto sia in termini relativi sul PIL mondiale. A mettere in luce questa dinamica che desta l’attenzione e alimenta i dubbi degli analisti e degli economisti sono risultati contenuti nel report Global Debt Monitor, pubblicato dall’Institute of International Finance, l’associazione globale delle istituzioni finanziarie che comprende la gran parte delle maggiori banche commerciali e di investimento del mondo, oltre a un numero crescente di compagnie di assicurazione e di aziende del risparmio gestito. I numeri parlano chiaro: il debito globale è salito a oltre 247.000 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2018. In particolare, per la prima volta dal terzo trimestre 2016, il livello del rapporto di questo dato assoluto con il PIL mondiale è aumentato, arrivando così a 318%.

 

New – Un ulteriore fattore di rischio crescente per le economie Emergenti

Il rapporto preparato dall’Institute of International Finance evidenzia in particolare un rischio crescente per i Paesi Emergenti. Anche per i mercati delle economie non avanzate così come per le tendenze del debito a livello globale, le preoccupazioni vanno in due direzioni. La prima è appunto a livello di ammontare assoluto. Il debito non finanziario dei Paesi Emergenti è lievitato a 58.500 miliardi di dollari. Un ammontare sempre più rilevante. Il secondo fronte di preoccupazione riguarda i livelli di indebitamento rispetto al Prodotto Interno Lordo di alcuni singoli Stati. Uno dei casi più delicati è quello della Cina. Nel Paese della Grande Muraglia il solo debito privato raggiunge ormai il 49% del PIL.

 

Next – FED tra l’incudine di una politica monetaria più restrittiva e il martello delle necessità di finanziamento del Tesoro USA

Guardando quanto diffuso dall’associazione globale delle istituzioni finanziarie, emergono segnali potenziali di attenzione anche per i mercati delle economie sviluppate. In particolare negli Stati Uniti preoccupa la risalita del debito governativo che è arrivato al 101% del PIL. Non va trascurato che gli USA avranno in futuro necessità di rifinanziamento stimate al 25% del PIL a causa delle scelte della Casa Bianca sull’espansione del deficit statale e per il debito a scadenza. Questa necessità si concretizzerà proprio nel momento in cui la Federal Reserve è e sarà impegnata a ridurre il suo bilancio. Dunque la politica monetaria degli Stati Uniti più restrittiva dovrà fare i conti con le preoccupazioni dei mercati focalizzate soprattutto sul fatto che il Tesoro USA sia costretto a emettere più obbligazioni per finanziare il crescente deficit del bilancio federale a causa della politica fi scale espansiva. Questa prospettiva manterrà probabilmente il rendimento dei titoli decennali USA sotto pressione, intorno al livello del 3%.

 

 

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