L’Italia apre le frontiere ai capitali internazionali. La legge di Stabilità 2017 ha introdotto delle agevolazione per favorire alle persone fisiche la possibilità di prendere la residenza fiscale nel nostro Paese

Prendere la residenza fiscale in Italia adesso è più semplice e conveniente rispetto al passato. La legge di Stabilità del 2017 prevede infatti delle agevolazioni per i soggetti che siano stati e siano residenti all’estero interessati al nostro Paese. Il comma 152 della Legge ha introdotto l’articolo 24 bis nel Testo unico delle imposte sui redditi che offre la possibilità di beneficiare di un regime fiscale agevolato per i soggetti che siano stati residenti all’estero in nove dei dieci anni precedenti a quello in cui viene avanzata la domanda. La norma è diretta a persone fisiche italiane e non. L’obiettivo del legislatore è creare le condizioni per attrarre in Italia capitali detenuti all’estero e, quindi, favorire investimenti nell’economia reale del Paese.

 

I vantaggi della norma

Il regime fiscale agevolato prevede che chi ha scelto di attivare l’opzione, dopo aver interpellato l’Agenzia delle Entrate e averne ottenuto il necessario assenso, paghi un’imposta forfettaria fissa di 100.000 euro per ogni periodo di imposta sui redditi prodotti all’estero, indipendentemente dal loro ammontare. È prevista anche l’estensione dell’opzione ai familiari i quali pagheranno un’imposta forfettaria pari a 25.000 euro annui a testa. La durata temporale dell’opzione è di quindici anni ma il richiedente può recedere prima. La somma da versare è elevata e per tal motivo la scelta di attivare il regime fiscale agevolato è conveniente per chi sia in grado di generare redditi molto elevati. Un secondo vantaggio è la decadenza dell’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi (quadro RW) le attività finanziarie e gli investimenti detenuti all’estero per tutto il periodo in cui l’opzione è attiva.
Per queste ragioni la norma viene ritenuta idonea per la clientela High net worth individual (Hnwi) in quanto rivolta a detentori di rilevanti patrimoni all’estero.

 

Meglio in Italia che all’estero

Secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’obiettivo di questa misura è di portare in Italia capitali che ora sono detenuti fuori dai confini nazionali e che lì sarebbero altrimenti destinati a rimanere. Il provvedimento viene infatti adottato in un contesto favorevole in quanto potrebbe permettere, ad esempio, di intercettare una possibile uscita di capitali dal Regno Unito in seguito alla Brexit. Inoltre negli ultimi anni le maglie e i controlli dell’amministrazione finanziaria sono diventati più stretti. Si pensi, per esempio, alle verifiche sugli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) previste con la proroga della voluntary disclosure e volte a individuare chi ha domicilio e residenza fiscalmente all’estero, ma che in realtà si trova stabilmente o quasi in Italia. La norma offre la possibilità di risolvere una situazione sempre più difficile da sostenere mantenendo il proprio patrimonio, non solo finanziario, fuori dai confini, rendendolo “invisibile” al quadro RW della dichiarazione dei redditi e pagando l’imposta forfettaria di 100.000 euro annui.
La situazione appena descritta non prevede il rientro fisico dei patrimoni in Italia. Tuttavia la norma permette di compiere un primo passo verso quest’ultima soluzione che potrebbe destare interesse anche in chi, pur non avendo una posizione irregolare e pur essendo effettivamente residente all’estero, abbia il desiderio di tornare a vivere in Italia. Un eventuale trasferimento del patrimonio all’interno dei confini italiani potrebbe avvenire via successione o con la creazione di una fondazione visto che la nuova norma prevede che i beni e diritti esistenti all’estero oggetto di donazioni effettuate o donazioni aperte nei periodi di imposta di validità dell’opzione, non siano sottoposti alle imposte sulle successioni o sulle donazioni.

Il provvedimento si inserisce all’interno di una serie di iniziative varate dal governo per facilitare e premiare l’impiego dei capitali nell’economia reale (si pensi per esempio ai Piani individuali di risparmio). Per intercettare i patrimoni di cittadini stranieri, inoltre, il legislatore ha previsto forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e permesso di soggiorno connesse con il lancio di start-up innovative, iniziative di investimento, di formazione avanzata, di ricerca o di mecenatismo.

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