Lo scenario sui mercati, le scelte di portafoglio e le investment ideas

Scarica la versione completa del
Perspective Giugno 2020

«Alcuni dati macroeconomici, come le stime flash degli indici dei direttori d’acquisti (PMI) di maggio, segnalano un primo recupero delle economie dei Paesi Sviluppati dai livelli estremamente compressi di aprile, in virtù della graduale rimozione dei lockdown e la conseguente ripresa delle attività. Il recupero è atteso proseguire sulla scia dei probabili ulteriori allentamenti delle misure restrittive. Una ripresa a “V” dell’economia globale appare, tuttavia, poco probabile, a causa della forte debolezza del mercato del lavoro e dei consumi. In queste condizioni le stime di consensus del PIL mondiale del 2020 si attestano intorno a -3%.

A rendere ulteriormente incerto lo scenario di fondo è il ritorno delle tensioni politiche tra Stati Uniti e Cina. Il nervosismo tra i due Paesi non appare infatti più confinato alla guerra commerciale e tecnologica, ma rischia di allargarsi a un conflitto finanziario. Il Senato USA ha deciso di delistare le aziende cinesi che non si sottopongono alle revisioni contabili, mentre la Casa Bianca sta esercitando pressioni sugli asset manager per disinvestire dalle aziende cinesi quotate in America che non rispettano i diritti umani. Tutto questo mentre la Cina è tornata a essere più aggressiva nei confronti di Hong Kong.

Si registrano però incoraggianti nuovi piani di potenziamento delle politiche fiscali. In particolare nell’area euro ha rappresentato un ulteriore segnale positivo a metà maggio la proposta franco-tedesca a favore del Recovery Fund,  un piano fiscale da almeno 500 miliardi di euro per sovvenzioni a fondo perduto ai Paesi e ai settori più colpiti dalla crisi, finanziate con il debito emesso dalla Commissione europea. In attesa dell’approvazione della versione finale del maxi-piano di sostegno, la proposta può comunque essere considerata un passo importante verso l’unione fiscale. Anche dal fronte americano arrivano indicazioni positive  a livello di politiche fiscali. Il partito democratico USA ha presentato e approvato alla Camera, dove ha la maggioranza, un ulteriore piano di stimolo fiscale, il “rescue bill” per altri 3.000 miliardi di dollari, il 14% circa del PIL. La discussione sul piano si è ora spostata al Senato.

In parallelo le politiche monetarie continuano a sostenere le economie e i mercati, con possibili ulteriori rafforzamenti.  Se da un lato possiamo prendere atto che la Fed è pronta a fornire ulteriori stimoli pur escludendo per ora il ricorso a tassi negativi, dall’altro è ormai lecito aspettarsi che la BCE decida, a partire dal comitato di giugno, di aumentare la portata degli acquisti del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP). Questa decisione  andrebbe a supportare ulteriormente  la nostra mossa a favore delle obbligazioni corporate Investment Grade. Infatti a livello di asset allocation, la nostra scelta è di incrementare ulteriormente il posizionamento sui bond corporate euro IG in seguito alla decisione presa dalla BCE di rafforzare gli acquisti di titoli obbligazionari del settore pubblico e privato tramite il PEPP già in corso.»

TAGS:

mercati, scenari