Lo scenario sui mercati e le scelte di portafoglio

Questo mese il Perspective si arricchisce degli scenari e delle Investment Ideas elaborate dalla Direzione Investimenti.

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Perspective Maggio 2020

«Lo scenario globale a seguito della pandemia COVID-19 è ormai inevitabilmente caratterizzato dalla recessione. Tuttavia, le stime sull’andamento dell’economia mondiale sono soggette ad estrema incertezza, perché sono funzione della durata dell’emergenza coronavirus, delle misure sanitarie per contrastarla e dell’efficacia degli stimoli monetari e fiscali intrapresi. Di fatto sono già state dispiegate reti di sicurezza monetarie e fiscali senza precedenti con lo scopo di evitare che la recessione si trasformi in depressione.

In uno scenario base, che presuppone che la pandemia si affievolisca nella seconda metà del 2020, il Fondo Monetario Internazionale stima una contrazione dell’economia globale pari a -3% per l’anno in corso – a fronte di una stima che prospettava una crescita del +3,3% rilasciata prima dello scoppio dell’emergenza coronavirus – e una crescita del 5,8% nel 2021 a seguito della normalizzazione dell’attività economica per il sostegno fiscale e monetario. Nel dettaglio nel 2020 le economie dei Paesi sviluppati sono attese contrarsi del 6,1%, mentre i Paesi Emergenti, escludendo la Cina la cui economia potrebbe comunque arrivare a crescere del +1,2%, sono visti in contrazione del 2,2%. Le stime del FMI sono tuttavia a forte rischio di revisione al ribasso, perché suppongono che il grosso della contrazione dell’economia sia concentrato al primo trimestre del 2020 in Cina e al secondo nei Paesi Sviluppati. Bisogna quindi considerare che i rischi di “downside” attengono alla possibilità di ondate successive di contagi come conseguenza della rimozione dei provvedimenti di quarantena, ai rischi di una ondata di default societari e di una disoccupazione a doppia cifra che incida pesantemente sui consumi.

Contro questo clima di debolezza economica sono state messe in campo politiche fiscali molto aggressive. Gli Stati Uniti, dopo aver reso operativo il bazooka fiscale da 2.200 miliardi di dollari pari al 10% del PIL, si appresterebbero a vararne un altro, con un intervento di valore pari al 2,3% del PIL. In Europa al centro dell’attenzione è finito il Consiglio Europeo del 23 aprile, focalizzato sul tema della portata e delle modalità di finanziamento del Recovery Fund (Fondo per la Ripresa), oltre che su un maggior chiarimento delle condizionalità meno vincolanti del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, sul piano SURE per proteggere l’occupazione e su un aumento dei finanziamenti della Banca europea per gli investimenti delle imprese.

Oltre ai vari governi, contro gli effetti recessivi dell’emergenza da COVID-19 si sono schierate tutte le principali banche centrali. Le loro recenti decisioni, in particolare quele della Federal Reserve relative alla possibilità di acquistare titoli obbligazionari cosiddetti Fallen Angels ed Etf HY, provano il loro impegno di ricoprire il ruolo di prestatori di ultima istanza, cioè di soggetti cui rivolgersi quando si ha urgente necessità di credito e si sono esaurite tutte le altre possibili opzioni. Da parte sua la BCE, in combinazione con l’esistente Asset Purchase Program (APP), acquisterà circa 1.000 miliardi di euro di obbligazioni governative e corporate Investment Grade fino alla fine dell’anno, ben al di sopra del picco dei programmi precedenti.

A livello di asset allocation, le mosse delle banche centrali supportano una positività sulle obbligazioni corporate, in particolare Investment Grade Europa, che intendiamo accentuare nelle prossime settimane. Gli acquisti di titoli obbligazionari senza precedenti per intensità e flessibilità delle principali banche centrali riducono infatti il rischio di un massiccio rialzo dei costi di finanziamento societario e inoltre supportano il nostro giudizio di neutralità sull’equity cui abbiamo dato seguito attraverso il ribilanciamento dei portafogli azionari.»

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