Una crescita inclusiva, che metta tutte le persone nelle condizioni di partecipare e contribuire alla creazione della ricchezza, è la precondizione per garantire uno sviluppo economico sostenibile. Le policy relative al miglioramento delle infrastrutture, ai piani di crescita industriale, le misure fiscali e di espansione monetaria, gli sforzi delle imprese e le scelte dei singoli consumatori devono coordinarsi per realizzare questo obiettivo. È questo il filo conduttore della European Academic Research Conference, svoltasi tra il 12 e il 14 luglio a Zurigo, che ha chiamato a raccolta i leader europei del mondo accademico, finanziario e della business community, alla ricerca di idee e soluzioni concrete per promuovere modelli di sviluppo sostenibile.

Quello della sostenibilità, del resto, è un tema sempre più pervasivo che influenza le scelte dei consumatori e delle imprese su scala globale. Condiziona le abitudini alimentari, lo shopping per le vie del centro o sulle grandi piattaforme di e-commerce, la mobilità, cioè i mezzi e i servizi che utilizziamo per muoverci all’interno delle nostre città. E anche il modo in cui decidiamo di investire i nostri risparmi.

Condurre uno stile di vita sostenibile significa innanzitutto abbracciare la filosofia del consumo critico: ridurre gli sprechi e scegliere dove possibile prodotti “etici”, rispettosi dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali. A chiedere un impegno concreto delle aziende per ridurre il loro impatto sull’ambiente, nella piena consapevolezza che le risorse del Pianeta sono limitate e in esaurimento, sono gli stessi consumatori. Vale in particolare per i millennial: la generazione dei nati tra il 1980 e il 2000 non a caso si dimostra particolarmente attenta al tema della sostenibilità anche nelle decisioni che riguardano la gestione dei risparmi e gli investimenti.

Dalla sua nascita Cordusio prende in esame i temi della responsabilità sociale e ambientale integrandoli nelle proprie strategie. Siamo convinti che in questo modo si possa creare valore  per gli investitori su un orizzonte di lungo termine. Il motivo è semplice: integrare l’analisi delle tradizionali variabili finanziarie con quelle di natura ambientale, sociale e di governance aiuta gli investitori a identificare le imprese e gli Stati meglio attrezzati per gestire i rischi di natura extra-finanziaria: meno esposti, quindi, a possibili sanzioni dei regolatori, problemi reputazionali e conflitti con i vari portatori di interesse (azionisti, lavoratori, comunità locali), che potrebbero compromettere il risultato di un singolo investimento.

A questo proposito, Cordusio offre ai suoi clienti un’intera gamma di soluzioni d’investimento sostenibili, adatte a chi vuole interpretare l’investimento secondo i principi dell’investimento socialmente responsabile. La scelta dei migliori fondi sostenibili è parte integrante del processo di selezione utilizzato da Cordusio: effettuiamo un’attenta analisi e verifica dell’approccio adottato da ogni asset manager. L’obiettivo è mettere a disposizione dei nostri Clienti un ventaglio completo di soluzioni così da rispondere alle specifiche e differenti esigenze di ognuno di loro in tema di investimenti responsabili. Si tratta, del resto, di un fenomeno sempre più diffuso e trasversale. Secondo l’ultimo studio condotto da Eurosif sull’investimento socialmente responsabile, pubblicato lo scorso novembre, le masse gestite in Europa attraverso l’integrazione dei criteri Esg (environment, social e governance) sono cresciute in due anni del 27%, da 2.646 miliardi di euro a 4.240 miliardi.

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